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“Per la legge non esistiamo”: la storia di Simona, Gloria e della figlia Zoe

La famiglia è residente a Roncadelle, dove ha sempre ricevuto un valido supporto dall'Amministrazione, ma finché il Governo non si esprime con leggi precise, i Comuni possono fare ben poco.

“Per la legge non esistiamo”: la storia di Simona, Gloria e della figlia Zoe
Brescia, 24 Luglio 2020 ore 11:00

“Per la legge non esistiamo”: la storia di Simona, Gloria e della figlia Zoe. Le donne sono sposate dal 2013 e sono genitori  dal 2014.

“Per la legge non esistiamo”: la storia di Simona, Gloria e della figlia Zoe

di Valentina Pitozzi

È una famiglia felice, quella composta da Simona Murgia, Gloria Gatti e la figlia Zoe. Una famiglia che, però, da oltre tre anni a questa parte non vede rispettati alcuni dei propri diritti fondamentali.

Simona e Gloria, infatti, sono sposate dal 2013 e genitori della loro bimba dal 2014, ma non esiste ancora una legge che permetta il riconoscimento alla nascita del figlio da parte di persone dello stesso sesso.

Facciamo un passo indietro: Zoe è nata dal grembo di Gloria (che è al settimo mese di gravidanza della seconda bambina) dopo una fecondazione assistita avvenuta all’estero. Solo lei, Gloria, essendo la madre biologia risulta avere tutti i diritti sulla minore.

Simona, quindi, comincia a muoversi per vie legali per capire come ufficializzare il legame con la figlia in maniera conforme alla legge.

Senza risposte

Risultata idonea alla genitorialità secondo il Distretto sanitario, Murgia è tuttora in attesa di risposte concrete da parte del Tribunale di Brescia.

“Oggi Zoe ha 6 anni e mezzo e agli occhi della legge è come se io fossi una vicina di casa per lei – ha spiegato la donna – Abbiamo mandato numerosi solleciti e assecondato le “urgenze” del Tribunale dei minori: ora meritiamo di sapere, qualunque sia la decisione”.
A vivere in questo limbo anche altre famiglie bresciane, alcune delle quali hanno cominciato il percorso proprio insieme alle coniugi roncadellesi.

«Nel resto d’Italia i Tribunali si sono espressi; soltanto a Brescia si sta verificando questa situazione: è come se chi di competenza non si volesse sbilanciare in alcun senso» ha proseguito Murgia.

L’articolo completo nell’edizione di ChiariWeek in edicola questa settimana.

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