DEPURATORE DEL GARDA

«Padenghe può aprire il confronto sul depuratore del Garda»

La minoranza chiede un confronto con l'asta del Chiese

«Padenghe può aprire il confronto sul depuratore del Garda»
Garda, 16 Ottobre 2020 ore 10:56

«Padenghe può aprire il confronto sul depuratore del Garda»

Il dibattito sul depuratore del Garda giunge anche a Padenghe, dove le forze di opposizione «Padenghe Oggi e Domani» hanno chiesto chiarezza su quanto sta accadendo e la linea della maggioranza in merito alla maxi-opera di cui si sta discutendo su tutto il territorio provinciale e oltre.

Una mozione in consiglio

Durante il Consiglio comunale del 29 settembre il gruppo ha chiesto il punto di vista dell’Amministrazione Zuliani. «Da sempre sosteniamo che il nostro bellissimo lago di Garda vada salvaguardato e difeso, ma alla stessa maniera riteniamo che vada protetto il fragile ecosistema del fiume Chiese. Più volte, seppur consapevoli di essere rappresentanti della minoranza consiliare di un Comune del lago di Garda, abbiamo affrontato la questione in Consiglio comunale sostenendo che il depuratore del Garda sia sì un’opera importante e fondamentale, ma che allo stesso tempo vada ascoltato e rispettato il popolo del fiume. Proprio per queste motivazioni riteniamo che la lettera inviata dai quattro sindaci dell’asta del Chiese (Gavardo, Muscoline, Montichiari e Prevalle) a tutte le Amministrazioni comunali della Provincia con l’intento di ottenere la convocazione della Conferenza dei Comuni sia stato un gesto importante di democrazia partecipata» scrive l’opposizione.

Sostituire la condotta

Tra le proposte inserite nella missiva il gruppo consiliare ha trovato “molto interessante” la possibilità di attuare un’immediata messa in sicurezza del lago di Garda tramite la posa di una nuova condotta sub-lacuale: «Crediamo fermamente che una riserva di acqua dolce come il nostro lago vada salvaguardata e messa in sicurezza al più presto. Per questo dopo aver letto la proposta dei quattro sindaci del Chiese, politicamente trasversale, ci siamo informati e siamo rimasti positivamente colpiti dal fatto che, con un investimento di 8-10 milioni di euro, e senza creare intoppi alla viabilità e al turismo lacustre, in pochi mesi la grave problematica legata alla tenuta della condotta sarebbe totalmente sistemata. Risolto questo problema prioritario, che a livello ambientale è di certo il più grave e urgente, si potrebbe a nostro modesto parere procedere con un confronto sereno e costruttivo. Non entriamo poi nel merito del progetto: non abbiamo le competenze per stabilire se l’idea Gavardo-Montichiari sia la migliore possibile, ma di certo rileviamo che un cantiere di circa dieci anni difficilmente potrà essere gestito senza arrecare problemi alla già precaria viabilità, e di riflesso all’industria turistica, del lago. Sappiamo bene che una decisione va presa –
concludono i consiglieri di minoranza -, e sappiamo bene che Verona e il Veneto sono avanti almeno un anno nell’iter rispetto a noi bresciani, ma i dubbi che quotidianamente emergono attorno all’opera sono molteplici, anche tra chi vive sul lago. Una guerra tra sindaci e istituzioni del Garda e del Chiese non porterà mai a nulla, per questo ribadiamo come sia importante che da entrambe le parti vi sia disponibilità al dialogo. Noi, seppur dai banchi della minoranza, continueremo su questa strada,certi che Padenghe possa avere un ruolo determinante, anche da apripista, in questo confronto».

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