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Erbusco

Operazione Scarface: gli imputati divisi in tre diverse udienze preliminari

Una scelta presa a causa del Covid: l'imprenditore Francesco Mura sarà in aula il 12 aprile.

Operazione Scarface: gli imputati divisi in tre diverse udienze preliminari
Cronaca Sebino e Franciacorta, 19 Marzo 2021 ore 07:30

La decisione del gip in merito al caso che vede tra gli imputati l’imprenditore di Erbusco, Francesco Mura, e due esponenti delle Forze dell’ordine.

Operazione Scarface: gli imputati divisi in tre diverse udienze preliminari

Il gip Francesca Grassani, dopo la richiesta del pm, ha fissato l’udienza preliminare che vede 27 imputati, finiti nell’inchiesta Scarface. Tra questi l’imprenditore di Erbusco, Francesco Mura, e due esponenti delle Forze dell’ordine, per anni punti di riferimento nella Compagnia dei carabinieri di Chiari e all’interno del distaccamento della Polstrada di Chiari. Ma a causa del Covid sono state fissate tre diverse udienze preliminari: Mura, ritenuto la figura principale e in odore di ‘ndrangheta, insieme agli altri imputati colpiti da misura cautelare che scade l’1 maggio, sarà in aula il 12 aprile. Una seconda udienza si terrà il 10 maggio, la terza il 17 maggio: qui ci saranno anche l’ex comandante della Stradale, Sergio Motterlini, e il maresciallo dei carabinieri Nicola Firrarello, entrambi accusati di corruzione.

L’inchiesta

L’indagine, durata 3 anni, ha impiegato 150 uomini ed era volta a smantellare un complesso sistema di riciclaggio: attraverso le emittenti televisive di Mura su canali locali e nazionali, le cui trasmissioni “davano i numeri” del Lotto, si emettevano fatture false o gonfiate. Il ricavato veniva poi “ripulito” con la connivenza di alcune tabaccherie, che segnalavano le ricevute del Lotto vincenti affinché la cosca potesse “versare” la vincita al possessore, salvo poi incassare denaro pulito dallo Stato. La ‘ndrina investiva anche e soprattutto nell’immobiliare, comprando all’asta ville fatiscenti o di soggetti in difficoltà e poi ristrutturandole “a nero”, intascando soldi puliti dagli sgravi previsti per le ristrutturazioni e dai ricavati della vendita degli immobili. Lo stesso Mura, con questo sistema, aveva acquistato ville in Franciacorta, in Sardegna e in Liguria.

 

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