Cronaca
Terza udienza preliminare

Operazione Scarface: abbreviato per l'ex comandante della Polizia stradale di Chiari

Sergio Motterlini sarà in aula il 20 settembre. Stralciata (per ora), per un vizio nella convocazione, la posizione del maresciallo dei Carabinieri Nicola Firrarello, che tornerà davanti al gup il 24 giugno.

Operazione Scarface: abbreviato per l'ex comandante della Polizia stradale di Chiari
Cronaca Sebino e Franciacorta, 17 Maggio 2021 ore 14:07

Terza e ultima udienza preliminare nell'ambito dell'inchiesta Scarface, che ha permesso di sgominare un sodalizio criminale dedito al riciclaggio di denaro da provenienza illecita con base in Franciacorta. Oggi in aula davanti al gup Francesca Grassani è stata la volta dell'ex comandante della Polizia stradale di Chiari Sergio Motterlini (oggi in pensione), del maresciallo della Compagnia dei Carabinieri di Chiari, Nicola Firrarello, entrambi accusati di corruzione, e di altri nove imputati: Attilio Barbi, Silvia Casella, Alessandro Cissello, Elena Coren, Nicolas Corsini, Massimo D'Anna, Salvatore Fiandaca, Silvia Rapè e Luigi Vezzoli.

La posizione di Firrarello è stata stralciata e tornerà in aula il 24 giugno in quanto il suo avvocato, Gianbattista Scalvi, ha eccepito la nullità della notifica della fissazione dell'udienza. Tutti gli altri andranno a processo a settembre, il 20 chi ha scelto il rito abbreviato, il 16 chi andrà a dibattimento (Corsini, D'Anna, Fiandaca e Barbi).

Inchiesta Scarface: tutti a processo

Erano già stati rinviati a giudizio ad aprile l'imprenditore erbuschese Francesco Mura, suo padre Mario Mura, la compagna Sabrina Ferchichi, l’ex moglie Gabriella Corsini, oltre a Elisa Salerno, Maria Alda Dizioli e al franciacortino Cristiano Barbi, titolare all’epoca dei fatti della sala slot Leon Gaming di Rovato. La scorsa settimana, invece, era toccato ad Andrea Bigi, Francesco Cantale, Simona e Valentina Marino, Andrea Ottaviani, Gaetano Schillaci e Junjie Xu.

L'inchiesta

L’indagine, durata 3 anni, ha impiegato 150 uomini ed era volta a smantellare un complesso sistema di riciclaggio: attraverso le emittenti televisive di Mura su canali locali e nazionali, le cui trasmissioni “davano i numeri” del Lotto, si emettevano fatture false o gonfiate. Il ricavato veniva poi “ripulito” con la connivenza di alcune tabaccherie, che segnalavano le ricevute del Lotto vincenti affinché la cosca potesse “versare” la vincita al possessore, salvo poi incassare denaro pulito dallo Stato. La 'ndrina investiva anche e soprattutto nell’immobiliare, comprando all’asta ville fatiscenti o di soggetti in difficoltà e poi ristrutturandole “a nero”, intascando soldi puliti dagli sgravi previsti per le ristrutturazioni e dai ricavati della vendita degli immobili. Lo stesso Mura, con questo sistema, aveva acquistato ville in Franciacorta, in Sardegna e in Liguria.

 

 

 

 

 

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