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Operai e sindacati in piazza a sostegno della protesta dei contadini indiani

Da tutta la provincia parteciperanno alla manifestazione di Slai Cobas, in programma il 17 gennaio a Brescia, in piazza Vittoria.

Operai e sindacati in piazza a sostegno della protesta dei contadini indiani
Cronaca Brescia, 08 Gennaio 2021 ore 14:00

Da oltre un mese gli agricoltori indiani stanno protestando, dopo le nuove norme varate nel mese di settembre dall’Esecutivo del governo di Narendra Modi, che andrebbero a colpire i piccoli proprietari terrieri e a favorire, invece, le grandi società. Le tre leggi sull’agricoltura stanno ottenendo una forte opposizione, tanto che, in ogni Stato del Mondo, in questi giorni si assiste a manifestazioni di protesta e scioperi a sostegno dei connazionali.

Operai e sindacati in piazza a sostegno della protesta dei contadini indiani

Anche Brescia non è da meno e le comunità dei lavoratori indiani della provincia scenderanno in piazza Vittoria il 17 gennaio insieme ai rappresentanti del sindacato di classe Slai Cobas per far sentire la propria voce “contro il Governo fascista di Narendra Modi e per l’abolizione delle tre leggi sull’agricoltura” che liberalizzano il commercio, a discapito dei piccoli produttori.

Dallo sciopero di 250 milioni di lavoratori del 26 novembre, alla ribellione dei contadini accampati in assedio a Nuova Delhi da oltre un mese nonostante le condizioni climatiche avverse, la protesta degli agricoltori indiani (uomini e donne) è una delle più grandi del Paese degli ultimi tempi. Da settimane in centinaia di migliaia si sono accampati alle porte della città per far valere i propri diritti e far sentire la propria voce al Governo. In sessanta sono morti e a loro e a tutti coloro che stanno manifestando è indirizzato il sostegno degli indiani d’Italia.

“E’ di martedì la notizia che, per l’ennesima volta, si è rotta la trattativa intavolata con il Governo di Modi, che sta usando le trattative come espediente per smobilitare la forte ribellione – ha spiegato Sergio Caprini, responsabile dello Slai Cobas per il sindacato di classe – Il movimento degli agricoltori ha consegnato un ultimatum al Governo indiano e ha annunciato che i contadini marceranno a Delhi il 26 gennaio. Per domani, venerdì, è stato fissato un nuovo incontro, ma il fascista indù Modi potrà cedere ai contadini solo sotto il peso crescente della mobilitazione delle masse lavoratrici e popolari”.

A settembre il Governo ha approvato tre nuove leggi di stampo liberista che rivoluzionano il settore agricolo dell’India. I contadini indiani (quasi la metà della popolazione) hanno però espresso preoccupazione per quello che appare come un radicale processo di modernizzazione in cui non sono stati coinvolti. La libertà di vendere e acquistare i prodotti agricoli senza vincoli di prezzo e non più solo sui mercati regolamentati dallo Stato, ma anche trattando coi privati, è il punto che incute più timore. A beneficiarne dovrebbero essere le società agricole più grandi e i colossi della distribuzione, che potranno imporre prezzi bassi grazie alla loro posizione, e a farne le spese di fatto saranno gli agricoltori più piccoli.

“A livello internazionale ci sono già state diverse iniziative a sostegno degli agricoltori indiani – ha continuato – Quella di domenica prossima è partita all’interno del nostro sindacato, che vede la presenza di diversi lavoratori indiani. Vogliamo focalizzarci su alcuni punti salienti: l’abolizione della riforma, l’unità tra contadini e operai, la liberazione dei prigionieri politici e, infine, le azioni di repressione che il Governo di Modi sta attuando per schiacciare il popolo”.

La manifestazione organizzata da Slai Cobas (di cui è stata fatta regolare comunicazione alla Questura) è in programma alle 15 di domenica 17 gennaio in piazza Vittoria. Inizialmente era stata fissata per il 10 gennaio, ma a causa delle nuove disposizioni per il Covid è stata rinviata. “Con questa iniziativa abbiamo raccolto favori e partecipazione da molte zone della provincia, dalla città a Leno e Montichiari, fino alla zona della Franciacorta – ha concluso Caprini – Come sindacato siamo contenti di averla promossa e di batterci per questa causa”.

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