A quasi tre anni dai fatti

Omicidio di Chiari: sconto di pena da trenta a vent’anni per Romelli

La riduzione di un terzo della pena è stata resa possibile dal venir meno dell'aggravante legato ai "futili motivi".

Omicidio di Chiari: sconto di pena da trenta a vent’anni per Romelli
Cronaca Bassa, 30 Gennaio 2021 ore 11:06

Pena scontata di un terzo per Marsel Disha Romelli arrestato nel 2018 per l’omicidio del connazionale Arben Kola.

Caduto l’aggravante legato ai “Futili motivi”

Il fatto è avvenuto nel 2018, a Chiari. Successivamente Romelli (il cognome italiano che aveva preso dalla moglie con la quale risiedeva ad Urago d’Oglio), albanese classe 1992, è stato condannato a trent’anni anni di reclusione dopo il processo abbreviato. Condanna peraltro confermata dalla prova che l’uomo, al momento dell’omicidio, era in grado di intendere e volere.  Il gup Cristian Colombo ha accolto di fatto la richiesta del pubblico ministero Federica Ceschi di sottoporre Romelli a perizia psichiatrica e lo ha condannato a trent’ anni di reclusione. La difesa aveva, invece, chiesto la seminfermità per il suo assistito “in quanto soffre di un disturbo della personalità”. A distanza di tre anni dall’accaduto e a seguito del ricorso in appello richiesto dall’avvocato di Romelli, Gianfranco Abate, è venuta meno l’aggravante legata ai futili motivi  rendendo di fatto possibile lo sconto di pena dai trenta ai vent’anni.

Alla base un litigio legato alla droga

Il fatto era avvenuto durante le Quadre, per l’esattezza davanti a una sala giochi  in viale Teosa. Alla base di tutto una questione di droga. Il litigio era degenerato e l’albanese classe 1992 aveva colpito il connazionale con un oggetto, probabilmente un cacciavite. L’uomo era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Chiari nella notte a Urago e il giorno successivo si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Alessandra Sabatucci. Poi, aveva fatto lo stesso davanti al pm Federica Ceschi. Il gip si era ritirato per decidere e aveva poi confermato la misura cautelare in carcere.

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