Il progetto

Ombre sul nuovo parco agrivoltaico tra Lodetto e Pedrocca

Nella Conferenza dei servizi sono emerse alcune criticità e la società dovrà integrare la documentazione; parere contrario dal Comune di Cazzago

Ombre sul nuovo parco agrivoltaico tra Lodetto e Pedrocca

Ombre sul nuovo parco agrivoltaico da 7,4 ettari e 4,9 MegaWatt in via Albarelle, tra Lodetto e Pedrocca? Nella Conferenza dei servizi che si è svolta in forma semplificata e in modalità asincrona martedì 15 settembre sono emerse alcune criticità e  la società proponente  ha 30 giorni di tempo per presentare la documentazione per la conformazione del progetto rispetto a quanto richiesto dal Comune di Rovato e dagli enti coinvolti. Se ciò non avverrà, il procedimento avrà esito negativo e la pratica sarà archiviata.

Ombre sul nuovo parco agrivoltaico tra Lodetto e Pedrocca

L’ente procedente è il Comune di Rovato perché rappresenta il territorio maggiormente interessato dal progetto (circa 6,4 ettari). Se l’esame dell’impatto sul suolo, sull’atmosfera e sul clima non ha evidenziato particolari problemi, sul fronte del paesaggio l’apposita Commissione ha espresso parere favorevole condizionato “all’ulteriore schermatura con un rilevato terrapieno vegetale di almeno un metro di altezza su cui mettere a dimora alberi di alto fusto con interposti arbusti sempreverdi”. Anche sul versante della mitigazione ambientale è stata sollecitata un’implementazione rispetto alle previsioni della società milanese. Tuttavia, le maggiori criticità si concentrano nell’esame della relazione agronomica. Perché l’impianto sia legittimo, infatti, deve sussistere il requisito del mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile (PLV) dei terreni su cui è previsto. “Da una semplice comparazione dei valori statistici attinti dalle banche dati disponibili, risulta evidente la sovrastima dei valori riportati nella relazione agronomica – si rileva nel verbale – Andranno pertanto rivisti e certificati i valori assunti per il calcolo della PLV considerando che il mancato rispetto preclude la possibilità di realizzare l’impianto agrivoltaico”.

Pareri e osservazioni

Alla Conferenza dei servizi sono state invitate a partecipare le Amministrazioni di Berlingo, Castrezzato, Cazzago, Coccaglio, Erbusco, Travagliato e Trenzano, l’Ats di Brescia, Arpa Lombardia, l’Agenzia regionale Protezione ambiente, il Comando provinciale dei Vigili del fuoco, Regione Lombardia, Provincia di Brescia (con gli Uffici Energia, Pianificazione del territorio, Settore sviluppo industriale e paesaggio), Soprintendenza, Consorzio di bonifica Oglio Mella e Consorzio irriguo Roggia Fusia, Ministero delle imprese e della difesa, Acque Bresciane e anche alcune aziende (tra cui E-distribuzione, Snam, Ap Reti Gas North). Se Ap Reti Gas North ha individuato delle interferenze con le opere a progetto in funzione delle condotte gas metano interrate lungo il tracciato del nuovo elettrodotto, Ats Brescia ha prescritto una serie di adempimenti circa la cantierizzazione, le mitigazioni, l’attività di monitoraggio e altri temi, mentre il Comando dei Vigili del fuoco di Brescia ha espresso parere condizionato al recepimento di alcune condizioni (come garantire la libera circolazione e agevole manovra per i mezzi di soccorso). Totalmente critico sul progetto il cittadino Angelo Bergomi che, anche a nome di proprietari o conduttori di fondi agricoli posti nelle vicinanze del sito, ha presentato una serie di osservazioni, lamentando il contrasto con la destinazione di area agricola strategica, l’inattendibilità della produttività profilata e la criticità della produzione olivicola prevista, oltre all’impatto sul contesto urbano e sulla frazione Lodetto, l’incompatibilità con il paesaggio e le criticità ecologiche. Perplessità sono state sollevate anche dal gruppo di minoranza Fermento Civico, rappresentato nel Consiglio comunale di Rovato da Gabri Marini ed Elisa Bara: “La documentazione completa è stata ricevuta da noi soltanto in data odierna; ci riserviamo pertanto il diritto di analizzare gli atti con la dovuta attenzione e di inviare ulteriori e più dettagliate osservazioni integrative nei giorni successivi», hanno evidenziato, sottoponendo due punti di criticità. Innanzitutto è ritenuta carente la valutazione d’impatto paesaggistico: «Non tiene conto della struttura della maglia poderale esistente. Inoltre, la relazione dichiara che le opere di mitigazione vegetale verranno effettuate tramite l’impianto di ulivi, definendoli erratamente come specie autoctona in diverse parti del progetto, affermazione che non trova riscontro botanico ed ecologico per il territorio in questione”.  In secondo luogo, secondo Fermento Civico, sotto il profilo agronomico, il progetto propone la coltivazione di prati da fienagione senza specificare le necessarie tecniche di coltivazione pluriennali: “A ciò si aggiunge la previsione di irrigare tali colture tramite subirrigazione attingendo da un nuovo pozzo da trivellare: tale soluzione appare di difficilmente realizzabile sia per la complessità tecnica dell’impianto sia per l’improbabile rilascio delle autorizzazioni da parte della Provincia, considerato che l’area è già utilmente servita dalla rete di irrigazione a scorrimento del Consorzio di Bonifica”.

Il “No” di Cazzago

L’Amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Scuri ha formalizzato il suo dissenso in merito all’impianto agrivoltaico evidenziando “gravi criticità”. Innanzitutto la stima della Produzione Lorda Vendibile (PLV) risulterebbe nettamente irrealistica e gonfiata: “La resa d’olio prevista di 2 tonnellate su 0,57 ettari (3.500 kg/ha) è improponibile nella pianura bresciana, dove le rese reali sono di circa 300 kg/ha. Risultano sovrastimate anche le rese del foraggio sotto i pannelli (8-10 t/ha reali). Non raggiungendo in alcun caso l’80% della PLV ante-intervento, l’impianto non possiede i requisiti per essere autorizzato come agrivoltaico”. Da modificare il tracciato del cavidotto, poiché “il percorso di 3,9 km previsto dal privato impatta pesantemente sulla viabilità principale. Il Comune ha individuato soluzioni alternative più brevi su strade secondarie che evitano i disagi al traffico. Inoltre per la viabilità interessata si impone l’asfaltatura a tutta carreggiata e una fideiussione stradale di 24 mesi”. Cazzago ritiene infine “inadeguata la barriera verde composta da un filare singolo d’olivi a fronte di pannelli alti fino a 4,44 metri. Viene prescritta una siepe continua ad alta densità (2 metri tra le piante) condotta a 4 metri di altezza, per garantire schermatura visiva e maggior produzione reale”. Il parere contrario si fonda sulla convinzione dell’insussistenza dei necessari requisiti: “Quanto proposto non raggiunge minimamente la produzione agricola necessaria per classificare l’impianto come agrivoltaico e pertanto l’iter non può proseguire. La legge va rispettata non solo nella fase progettuale, anche durante gli anni di funzionamento è necessario un monitoraggio della produzione agricola”, ha precisato il sindaco Scuri.

Il 27 ottobre la Conferenza decisioria

La Conferenza di servizi decisoria simultanea è stata convocata per martedì 27 ottobre alle 10. In caso di mancata presentazione da parte della società della documentazione richiesta, si procederà alla conclusione del procedimento con esito negativo e la pratica verrà archiviata in via definitiva senza produrre alcun effetto.