Nuova scuola primaria Benedetta Bianchi Porro: «Servono conti chiari e soluzioni per l’impianto geotermico».
Scuola primaria
L’opposizione è tornata a parlare della scuola primaria Bianchi Porro che è stata oggetto di discussione anche durante l’ultimo Consiglio comunale. La nuova scuola, partita con un investimento a bando di circa 11,93 milioni di euro, oggi ha ormai raggiunto un costo complessivo di oltre 16,3 milioni di euro considerando anche il recente accordo proposto dalla Giunta Lavelli. Durante l’ultima seduta di Consiglio la maggioranza era pronta a portare al voto l’accordo con l’impresa che ha costruito la scuola. Dopo le richieste di approfondimento avanzate dalle minoranze, la decisione è stata rinviata.
«Avevamo chiesto formalmente il rinvio, evidenziando documenti mancanti, incongruenze e questioni tecniche ancora irrisolte – dichiarano Andrea Volpi e Marcello Bertoldi per Sìamo Sirmione con Roberto Campagnola e Sofia Ermogene per Insieme per Sirmione – Il ritiro conferma che, con un’istruttoria così incompleta, non c’erano le condizioni per assumere una decisione consapevole su 2,7 milioni di euro. È un risultato ottenuto studiando gli atti e svolgendo fino in fondo il nostro ruolo di controllo».
Opposizione
Il quadro economico del progetto esecutivo indicava già un costo di 13.636.787,83 euro. Con la transazione, il costo complessivo prospettato avrebbe superato i 16,3 milioni, contro gli 11 milioni circa indicati al momento della stipula: oltre cinque milioni in più, senza considerare i maggiori compensi dei tecnici e i costi necessari per la definitiva sistemazione dell’impianto geotermico.
Le principali criticità segnalate dall’opposizione sono cinque: il progetto posto a base di gara interessava anche aree non comunali e dovette essere integralmente rimodulato; il parere legale richiamato nella proposta non era stato allegato; mancava una verifica tecnica indipendente degli importi relativi al “caro materiali”; non risultavano chiaramente indicati il capitolo e la copertura finanziaria della spesa; il fascicolo conteneva discordanze sul contratto, sulle penali, sui tempi di ultimazione e sul costo complessivo dell’opera.
Inoltre, come hanno spiegato i consiglieri dei due gruppi di minoranza, resta irrisolto il problema dell’impianto geotermico. Da una nota dell’Ufficio d’Ambito di Brescia del 21 luglio scorso risulta che già nel novembre 2025 fosse noto che la falda non era in grado di ricevere integralmente le acque di resa dell’impianto. È stata quindi installata una tubazione provvisoria che scarica nella rete delle acque meteoriche fino a circa cento metri cubi di acqua al giorno. Una criticità conosciuta prima del collaudo del 19 gennaio scorso ma non richiamata nella proposta di deliberazione né nello schema di transazione.
L’opposizione chiede quindi che l’eventuale nuova proposta contenga il quadro economico aggiornato, il parere legale, la documentazione completa sul collaudo, la quantificazione di tutti i costi ancora aperti e una soluzione tecnica definitiva per l’impianto geotermico.