IL NUOVO IMPIANTO

Nuovo biodigestore tra Bedizzole e Calcinato: una petizione per fermarla

L'impianto proposto da A2A andrebbe ad appesantire un territorio già disseminato di discariche

Nuovo biodigestore tra Bedizzole e Calcinato: una petizione per fermarla
Bassa, 19 Ottobre 2020 ore 10:22

Nuovo biodigestore tra Bedizzole e Calcinato: una petizione per fermarla è stata proposta dai comitati ambientalisti.

Il testo della petizione

«È all’esame della Provincia di Brescia, di ATS e ARPA la proposta di un megaimpianto che raccolga tutta la frazione umida dei rifiuti solidi urbani della provincia di Brescia e li trasformi in compost e biometano – si legge nella petizione che tutti i cittadini possono firmare su change.org -. La proposta di A2A, azienda che ha presentato il progetto, è per il comune di Bedizzole, ma al diretto confine con Calcinato e Lonato.

Il grosso impianto aggiungerebbe un carico di odore di spazzatura in un territorio già saturo di discariche, rifiuti, impianti di compostaggio, acciaierie, trattamento metalli. Aumenterebbero sia il traffico di mezzi pesanti carichi di rifiuti che il relativo rumore.

La salute dei cittadini di Calcinato, Bedizzole, Lonato, insieme a quella degli abitanti di Montichiari, Mazzano, Castenedolo – già più compromessa rispetto ad altre aree nel bresciano – è a ulteriore rischio.

Gli impatti cumulativi sul territorio infatti, parametro chiave per chi risiede nelle zone interessate, non vengono normalmente presi in considerazione nelle valutazioni relative agli impianti di smaltimento rifiuti (nel caso del megaimpianto proposto a Bedizzole si sarebbe dovuto tenere conto, per esempio, dell’ampliamento della discarica Gedit di recente autorizzazione regionale).

La provincia di Brescia e la Lombardia riescono già a smaltire abbondantemente i propri rifiuti (e anche quelli degli altri) attraverso gli impianti già esistenti. Firmiamo tutti la petizione per impedire che questo impianto superfluo venga realizzato, preservando così una qualità della vita accettabile per noi e i nostri figli ed evitando l’inutile e irreversibile svalutazione delle nostre case. Firmiamo ora per far sapere a Provincia, Regione, Ministero dell’Ambiente che per noi tutti è no».

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