"Non hanno niente: aiutiamoli", l'appello di Giba
Il fotografo verolavecchiese ha subito raccolto l’appello di suor Nives, missionaria in Africa

Questa è una storia terribile, di quelle che non si vuole ascoltare, proprio per questo è una storia che deve essere raccontata.
Giovanni Barili e la sua passione per l'Africa









Si parte da lontano: in un piccolo villaggio, Nekemte a circa 400 km da Addis Abeba, Etiopia, c’è una missione delle suore comboniane, una di loro è suor Nives Battaglia, di Bergamo, che con le sue consorelle lotta ogni giorno per il benessere della popolazione locale. Le sue armi sono un indomabile spirito e un grande sorriso che le fa superare tante difficoltà, ma questa è troppo grossa, tanto che ha dovuto chiedere aiuto a chi negli anni l’ha sempre sostenuta. Qui entra in gioco Verolavecchia: negli anni la comunità ha sempre sostenuto suor Nives, qui sono stati raccolti fondi per costruire ben otto pozzi. Ma come ha fatto una missionaria di un villaggio sperduto in Africa ad entrare in contatto con il paese della Bassa? Qui entra in gioco il fotografo, che davvero non ha bisogno di presentazioni, Giovanni Barili, per tutti Giba, da sempre appassionato d’Africa: l’ha esplorata in lungo e in largo vivendo avventure degne di un romanzo e durante una delle sue peregrinazioni è arrivato a Nekemte.
L'appello di suor Nives
Qui ha conosciuto suor Nives con la quale ha intessuto rapporti di mutuo aiuto per anni ed è proprio a Giba che la missionaria ha scritto nei giorni scorsi.
"Mi trovo mio malgrado in una situazione incresciosa e la voglio sconfiggere. Ve la racconto: Vivevano in un piccolo agglomerate di capanne con il tetto di paglia, poveri in canna. La moglie era incinta del settimo figlio quando il marito mori tre anni fa, dopo una lunga e sofferta malattia. Dopo di che a singhiozzo, la moglie veniva a trovarci per chiederci aiuto. Rallentai quasi fino a fermarmi quando appresi la notizia poco tempo fa, che pure la moglie morì",
si legge nella missiva. Sette bambini, la più grande ha 14 anni, il più piccolo 3, rimasti completamente soli, in un ambiente già non facile.
"Ho conosciuto suor Nives molti anni fa - ha raccontato Giba che conserva molti scatti della missionaria e di Nekemte - il destino ci ha fatto incontrare: durante una spedizione conobbi Mario Rumi che si adoperava per costruire pozzi in Africa in memoria del figlio Manuel, morto mentre stava attraversando il deserto".
Da quel momento Giba e i suoi compagni di viaggio si sono adoperati per raccogliere fondi da destinare alla costruzioni di pozzi attraverso l’associazione Manuel Rumi onlus. Dopo la morte di Mario l’associazione si spense con lui, ma Giba ha tenuto vivi i rapporti con suor Nives che ora gli ha chiesto aiuto.
"Suor Nives lavora da 35 anni in Etiopia, con lei, ho collaborato per costruire 8 pozzi, per cui persona fidata (dei preti non mi fido) - ha sottolineato - ora io ho intenzione di fare qualcosa, gli manderò una briciola di denaro....ma se le briciole diventano tante, possono diventare una sportina di pane. Cari amici mi aiutate?",
questo è l’appello del fotografo on line che ha chiamato a raccolta gli amici, e già tanti stanno rispondendo.
"Nella lettera suor Nives sottolinea di essere stupita dalla morte della donna perché pochi giorni prima l’avevano accompagnata l’ospedale per un malore proprio le suore - ha continuato a raccontare - ma l’ospedale è una stanza, con la tela cerata alle pareti, non hanno nulla".
Nemmeno l’acqua, prima dei pozzi la raccoglievano dalle pozzanghere, le condizioni di vita sono davvero difficili e come se non bastasse a volte succede che sette bambini nel giro di pochi anni perdano madre e padre, rimanendo di fatto senza alcun aiuto.
Come donare
L’invito è quello di donare direttamente alla Commercial Bank of Etiopia - P.O. Box 255, Addis Abeba Etiopia - bic/swifts code CBE TETAA, intestatario Comboni Sisters - nr. 1000001149524, Currency international Nives Battaglia Sisters. Non si chiede tanto, solo quello che si può, magari mettendosi insieme a piccoli gruppi perché suor Nives deve fare 400 km per andare in banca e i tassi sono molto alti.
"Conto sulla vostra generosa solidarietà, per partecipare alla costruzione di un mondo fraterno secondo la regola d’oro “tutto ciò che vorreste fosse fatto a voi, fatelo per gli altri” e… vi preparerete un tesoro nei cieli. E donerete una serena Pasqua anche a loro. Vi ringrazio a nome di tutti questi fanciulli che vedranno rifiorire, grazie a voi, la loro vita. Uniti nell’amore di Gesù vostra sorella Suor Nives", è il congedo della missionaria.
Giba ha raccolto l’appello e iniziato a far girare la voce, chi volle saperne di più può contattarlo sul suo profilo Facebook. Il suo amore per l’Africa non è solo nelle sue foto, ma anche nel suo cuore che non perde occasione per essere d’aiuto al prossimo.