Riciclaggio

Nomi illustri e sequestri in Franciacorta per l’operazione Scarface

Coinvolti nell'inchiesta anche l'ex comandante della Polizia Stradale e un carabiniere in servizio a Chiari.

Nomi illustri e sequestri in Franciacorta per l’operazione Scarface
Sebino e Franciacorta, 03 Novembre 2020 ore 09:40

Ci sono anche nomi illustri nell‘operazione Scarface, per la quale 14 persone sono state arrestate  e sono stati sequestrati beni per 25 milioni di euro. Nella rete intessuta dall’erbuschese Francesco Mura, ritenuto ai vertici di un’organizzazione criminale dedita al riciclaggio (in odore di ‘ndragheta), sono infatti finiti anche l’ex comandante della Polizia Stradale e un carabiniere di Chiari. Tra gli immobili sotto sequestro anche una tabaccheria nel cuore del centro storico di Rovato.

Nomi illustri e sequestri

In carcere sono finiti l’imprenditore erbuschese Francesco Mura e il padre Mario Mura, Maria Alda Emilia Dizioli, Elisa Salerno e Gabriella Corsini. A loro viene contestata l’aggravante di agevolare l’attività delle associazioni mafiose. Custodia cautelare in carcere anche per Cristiano Barbi, Giuseppe Fiandaca e Maximiliano Cinieri. Ai domiciliari Andrea Bigi, Simona e Valentina Marino, Gaetano Schillaci, Sabrina Ferchichi (la moglie di Francesco Mura) e Andrea Ottaviani. E’ stato disposto l’obbligo di dimora nel loro comune di residenza per Luigi Vezzoli, Junjie Xu, Alessandro Cissello, Elena Coren e Francesco Cantale. Coinvolti nell’inchiesta anche due insospettabili, noti esponenti delle Forze dell’ordine, entrambi accusati di corruzione e sospesi dal pubblico ufficio: il carabiniere Nicola Firrarello, in servizio a Chiari, e l’ex comandante della Polizia Stradale di Chiari Sergio Motterlini.  Tra i diversi immobili sotto sequestro anche la nota tabaccheria e bar di Rovato Il cigno nero, nella centralissima corso Bonomelli.

Nella rete tabaccherie e sale gioco

Molte delle persone coinvolte nell’inchiesta sono collegate a tabaccherie e ricevitorie compiacenti, in cui in sostanza le vincite venivano pagate con i soldi “sporchi” da riciclare. E’ il caso di Gabriella Corsini di La Sfinge a Roncadelle (posta sotto sequestro), di Andrea Ottaviani,  titolare della Tabacchi in Tacchi a Chiari, di Luigi Vezzoli, proprietario dell’eserciziopubblico MiVi-da a Erbusco, sulla rotonda Bonomelli, di Junjie Xu, gestore del CignoNero. Barbi e Fiandaca sono finiti nei guai in quanto all’epoca dei fatti gerenti della sala slot Leon Gaming di Rovato.

 

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