Provezze

Nessuna irregolarità negli atti per la riorganizzazione delle scuole a Provaglio

L'ordinanza del Tar spazza via le accuse contro la Giunta Simonini

Nessuna irregolarità negli atti per la riorganizzazione delle scuole a Provaglio

Il percorso sulla riorganizzazione delle scuole a Provaglio d’Iseo passa il primo, fondamentale vaglio della giustizia amministrativa e spazza via le accuse di irregolarità.

Nessuna irregolarità negli atti per la riorganizzazione delle scuole

Dopo mesi di infuocate sedute di Consiglio comunale, nelle quali le opposizioni e i comitati avevano sollevato pesanti contestazioni, ipotizzando sotterfugi e violazioni procedurali a carico della Giunta guidata dal sindaco Enzo Simonini, della segreteria e dei tecnici comunali impegnati nel progetto, arriva una risposta chiarificatrice dai giudici.  Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha infatti respinto la richiesta di sospensiva cautelare avanzata nell’ambito del ricorso contro lo spostamento della scuola primaria «Gianni Rodari». Sebbene la vicenda legale debba ancora attendere la decisione definitiva nel merito, la pronuncia del Tar segna un gran passo avanti per il Comune, confermando la piena legittimità, la correttezza e la trasparenza dell’iter seguito finora da amministratori e uffici.
La vicenda trae origine dalla decisione di trasferire, a partire dal prossimo anno scolastico, le classi elementari nel campus di Provezze per ragioni legate all’obsolescenza e alla sicurezza sismica dello stabile di via Roma, destinato nel futuro piano da circa sette milioni di euro a ospitare le scuole medie e la nuova biblioteca. Una scelta che a maggio aveva scatenato un duro scontro politico e sociale, durante il quale i detrattori del piano avevano messo in discussione non solo l’opportunità dell’opera, ma la legittimità stessa del percorso procedurale e il lavoro svolto dalla macchina comunale.

L’ordinanza del Tar

L’ordinanza del Tar di Brescia smonta punto su punto l’impianto delle contestazioni, certificando il rispetto delle normative da parte di tutte le figure coinvolte. I magistrati hanno rigettato l’ipotesi che la Giunta abbia agito fuori dai propri confini di competenza, sottolineando come la riorganizzazione degli edifici scolastici rientri nelle sue attribuzioni e evidenziando la totale armonia di intenti con il Consiglio comunale.
Il Tribunale ha inoltre chiarito che il Comune ha operato in modo trasparente attraverso i previsti documenti di fattibilità tecnica e che la gestione del patrimonio edilizio e della sicurezza spettava unicamente all’Ente locale, premiando il lavoro d’istruttoria svolto dai tecnici, dai professionisti e dalla struttura amministrativa. Sono state poi definite le rimostranze sul Piano formativo come «formulate in modo generico e in via ipotetica, senza riferimenti a specifiche attività didattiche», ed è stato infine rilevato che «i disagi che lo spostamento della scuola primaria potrà causare alle famiglie degli alunni e alla popolazione sembrano limitati, anche tenendo conto della breve distanza tra il vecchio e il nuovo plesso scolastico (2,5 Km)».  Con questa ordinanza cautelare, che consente al Comune di proseguire senza stop nei lavori e nelle preparazioni per settembre, l’Amministrazione Simonini incassa una netta conferma della correttezza del proprio operato e può ora affrontare con fiducia i successivi passaggi del giudizio definitivo.