"CARDINE - METAL MONEY"

‘ndrangheta: maxi-operazione nel lecchese, un arresto a Brescia

In manette diciotto persone per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode fiscale, autoriciclaggio, usura ed estorsione.

‘ndrangheta: maxi-operazione nel lecchese, un arresto a Brescia
Cronaca Brescia, 09 Febbraio 2021 ore 14:50

‘ndrangheta a Lecco: sgominato potente gruppo. Alle prime luci dell‘alba è stata data esecuzione ad un‘ordinanza di custodia cautelare emessa dall‘Ufficio Gip di Milano nei confronti di diciotto cittadini italiani (dieci in carcere ed otto agli arresti domiciliari) per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode fiscale, autoriciclaggio, usura ed estorsione. Tra loro c’è anche un bresciano.

Le operazioni si sono svolte contemporaneamente in Lombardia, Liguria ed Emilia–Romagna, anche per l‘esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per equivalente per oltre 120mila euro e delle quote di società utilizzate per le attività illecite. Nel corso delle numerose perquisizioni sono stati rinvenuti beni di valore ed armi illegalmente detenute. I provvedimenti emessi dal GIP costituiscono lo sviluppo di una complessa attività investigativa, convenzionalmente denominata “Cardine – Metal Money“, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e condotta dai Nuclei di Polizia Economico–Finanziaria (G.I.C.O.) di Milano e di Lecco e dalla Squadra Mobile della Questura di Lecco.

L‘attività investigativa ha consentito di ricostruire l‘esistenza di un sodalizio mafioso operante nella zona di Lecco e capeggiato da  Cosimo Vallelonga, classe 48, di La Valletta Brianza,  già condannato per 416 bis c.p. sia nell‘ambito dell‘operazione “La notte dei fiori di San Vito” di metà degli anni ‘90, sia nell‘operazione “Infinito” del 2010, e che si ritiene tuttora esponente di spicco della ‘ndrangheta lombarda. Le indagini tecniche hanno consentito di riscontrare che Vallelonga una volta cessata di scontare l‘ultima condanna per 416 bis c.p., ha ripreso i contatti e rivitalizzato il sodalizio mafioso, non solo attraverso autonome condotte criminali ma anche ricevendo nel  ufficio all‘interno del negozio “Arredo Mania” di La Valletta Brianza altri esponenti della ‘ndrangheta, per dirimere controversie, concordare nuove strategie ed eludere i controlli dell’autorità., ed imprenditori locali, sia per l‘erogazione di prestiti a tassi usurari sia per organizzare il reinvestimento dei proventi delle attività illecite nell‘economia legale.

Strettamente legati a Vallelonga, e ritenuti affiliati al sodalizio mafioso, sono  Vincenzo Marchio, classe 83, di Calolziocorte, figlio di Pierino Marchio ed un altro uomo di fiducia di Cosimo Vallelonga  che lo aiutava nelle attività di recupero crediti attuate anche con modalità violente ed intimidatorie.

Tutti gli arrestati

Oltre a Vallelonga e a Marchio nel Lecchese è stato arrestato Danilo Monti, classe ’91 di Valmadrera già  in carcere  per l’omicidio di Francesco Rosso avvenuto nel 2019 in Calabria. In carcere anche  Luciano Mannarino dell’89 di Brivio, Alessandro Malacorda nato nel 1985 di Calolzio, Vincenzo Pace del 1998 anche lui di Calolziocorte, Claudio Gentile nato nel 1983 a Lecco, Fabrizio Motta, classe 1976 di Lecco e Benedetto Parisi, nato nel 1970 di Mandello.  Si trova agli arresti domiciliari, Santo Parisi, classe ’44 di Olginate. Sempre ai domiciliari Claudio Bissola, nato nel 1981 residente in provincia di Bergamo, Jennifer Buonavoglia classe 1984  bergamasca, Clara Ferrari, classe ’73 anche lei bergamasca, Vincenzo Geroldi, nato nel ’72 di Brescia, Roberto Novelli lasse 69 di Bergamo, Marco Ricci, classe ’62 di Bergamo, Michela Leone, classe 1985 residente a nella provincia di Monza e Brianza.

Traffico illecito di rifiuti

Vallelonga ha poi costituito ed organizzato, con gli altri indagati destinatari dell‘ordinanza cautelare, un‘associazione dedita ad un‘imponente attività di traffico illecito di rifiuti attraverso imprese operanti nel settore del commercio di metalli ferrosi e non ferrosi, con una illecita movimentazione di oltre 10.000 tonnellate di rifiuti, ed attuata anche attraverso l‘utilizzo di una fitta rete di società cartiere che hanno annotato fatture false per circa 7 milioni di euro.  Nel corso delle attività è stato sottoposto a sequestro anche un pericoloso carico di rifiuti radioattivi, composto da 16 tonnellate di rame trinciato, proveniente dalla provincia di Bergamo, bloccato dalla Polizia Stradale di Brescia nel maggio 2018. Gli accertamenti hanno permesso poi di riscontrare come i proventi illeciti siano stati riciclati, oltre che a diretto beneficio dei sodali, anche per la costituzione di nuove attività imprenditoriali operanti nel commercio di autovetture e nella ristorazione, nonché nella gestione di rifiuti, ovvero impiegati quale provvista di denaro per erogare abusivamente finanziamenti, anche a tassi di interesse usurari, per un ammontare superiore ad un milione di euro.

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