Montichiari, nazifascisti tra razzismo e accuse

Montichiari, nazifascisti tra razzismo e accuse
19 Agosto 2016 ore 12:26

Il gruppo Facebook «Montichiari la mia battaglia» ha oltre 1300 iscritti. Tra i quali anche dei consiglieri di minoranza e alcuni noti commercianti locali. All’interno vengono condivisi messaggi di propaganda neonazista, motti fascisti e poco lucide interpretazioni di fatti storici riconducibili alla Seconda guerra mondiale. Ci sarebbero gli estremi per l’accusa di «apologia del Fascismo». L’amministratore del gruppo è Massimo Filippetti. Monteclarense, si definisce «scienziato nucleare». E, soprattutto, ha come intento tramite il social «di fare la rivoluzione e di porre fine alla mafia a Montichiari. E’ una storia lunga, che ha inizio nel 2011 e che ha il suo apice il 27 luglio 2015, quando intervenni in sala consiliare – spiega – e dissi chiaramente che c’era qualcosa di poco chiaro nella Giunta monteclarense e che l’omicidio alla Mandossola (quando un anno fa furono uccisi a Brescia «Frank» Francesco Seramondi e la moglie Giovanna) fu commissionato da qualche politico locale… Poi feci il saluto nazista». Accuse pesanti che vengono riportate anche in alcuni post pubblicati non solo da Filippetti. C’è chi si lamenta e chiede a gran voce la chiusura del gruppo, promuovendo una segnalazione a Facebook stesso.

«Chi si lamenta è un omosessuale – parole di Filippetti – peggio per lui, la vita è sua. Nessuno dice niente, però, quando qui scrivo che la giunta di Montichiari è stata messa insieme dalla mafia e che l’omicidio Mandossola fu commissionato da essa. Ho le prove e fiducia nella Giustizia. Lo sanno pure i carabinieri ai quali ho spiegato tutto e scrissi anche al tribunale di Brescia. All’interno dell’attuale Giunta Fraccaro ci sono esponenti di destra, anche se il sindaco lo nega. La persona che faceva da tramite era Oscar Massimo Giovenco, la guardia giurata suicida qualche mese fa. Potevo accettare il posto da consigliere che mi propose, ma io non lo feci…». Le reazioni della politica La presenza di una pagina Facebook, con richiami per nulla velati al fascismo e nazismo, ovviamente non ha mancato di generare indignazione anche tra i banchi della maggioranza consiliare.

Il sindaco Mario Fraccaro, non ha mancato di esprimere la sua personale, e a nome della Giunta, indignazione per quanto riportato sulla pagina Facebook amministrata da Filippetti. Alle accuse di essere il mandante e il movente dell’omicidio Mandossola, il primo cittadino fa spallucce. E’ chiaro: è basito quanto noi da ciò che l’amministratore del gruppo riporta nel suo gruppo social. Del resto il «personaggio» Filippetti è noto in città e soprattutto alla politica locale. Il sindaco non se ne sorprende, lui stesso ha idea di quello che l’uomo è solito raccontare anche in piazza, ma non vuole commentare ulteriormente. «L’apologia del fascismo» perpetrata dal gruppo «Montichiari la mia battaglia» è inequivocabile, la cosa che più sconvolge è che nel mondo dei social non esiste limite al reato.

Tania D’Ausilio-Matteo Oxilia


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