AMBIENTE

Montichiari: in arrivo un nuovo impianto a biogas tra timori e prospettive

Si tratta di una struttura che trasformerà i reflui zootecnici in energia generando biometano.

Montichiari: in arrivo un nuovo impianto a biogas tra timori e prospettive
Montichiari, 25 Agosto 2020 ore 15:05

Montichiari, territorio già provato e fragile dal punto di vista ambientale (con un tasso di discariche 29 volte più alto di quello del Bresciano), sarà presto sede della costruzione di un nuovo impianto per lo smaltimento di rifiuti che desta preoccupazione tra gli abitanti della cittadina della Bassa.

Dai liquami al biometano

Si tratterà di un impianto per la produzione di biometano, cioè una struttura che trasformerà i reflui zootecnici in energia.

Il progetto, che è stato da qualche mese depositato in Comune, occuperà 33.780 metri quadri e, avendo una potenzialità di trattamento inferiore alle 150 tonnellate, l’ iter di costruzione verrà semplificato e la sua realizzazione è praticamente certa.

La tipologia del “trasformatore” è considerata, dagli studi allegati e realizzati dall’Università di Udine, non impattante ma molti sono i dubbi e i timori che si alzano contro il suo arrivo, in primis per il luogo di edificazione scelto, cioè la frazione di Bredazzane una delle poche zone ancora incontaminate di Montichiari e per la distanza di solo 1,5 km da centri abitati e scuole d’infanzia, scuole che già più volte sul territorio sono state alle prese con i miasmi provenienti dai cumuli di rifiuti e fanghi delle discariche.

L’impianto di Bredazzane non riceverà inoltre solo liquami agricoli ma più in generale biomasse e reflui zootecnici che, dopo essere stati trattati, genereranno biogas mentre il digestato, cioè il residuo materiale solido, verrà comunque in seguito spanto nei terreni agricoli circostanti.

All’interno dell’impianto l’unico rifiuto ad essere prodotto dovrebbe essere l’olio esausto del motore di cogenerazione.

I pro e i contro del sistema

Il dibattito sull’utilizzo del biogas è aperto da tempo tra pro e contro: a favore coloro che lo ritengono un valido supporto alla trasformazione dei reflui agricoli delle tante aziende di allevamento d’Italia, contro coloro che sottolineano come questa tipologia di produzione di energia, se non opportunamente regolamentata, possa rivoltarsi contro i gli stessi principi di sostenibilità ambientale che sembra incarnare e, lungi dall’essere risolutiva possa provocare disagi legati soprattutto alle emissioni anaerobiche di ammoniaca, allo sversamento di liquami sul territorio, al traffico generato e all’impatto sul paesaggio.

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