Montichiari, «costretto a vivere con 150 euro»

Montichiari, «costretto a vivere con 150 euro»
11 Agosto 2016 ore 10:33

«Com’è possibile vivere con 150 euro al mese? Se poi si considera che mi vengono dati in due rate e devo togliere 30 euro di corrente… Quanto resta?». Abbatte il muro della vergogna e ci mette la faccia Aldo Marcelli, 65 anni, disoccupato e residente in un alloggio comunale in via Cavallotti. E’ un fiume in piena e precisa che «in tanti si trovano nella mia stessa situazione – precisa – ma c’è anche una dignità che spesso non ti porta a volerne parlare, a farsi riconoscere. La mia storia è la storia di tante altre persone che vivono nel disagio e nel digiuno del fine settimana perché se non c’è in giro nessuno non hai nessuno che ti tenda la mano». Marcelli racconta dei lavori che fatto in questi anni mettendosi in gioco in vari settori e in diverse città e di come, a suo dire, in alcuni contesti non gli sarebbero stati versati i contributi. Oggi, dunque, la meta della pensione, anche quella sociale, sembra spostarsi sempre più avanti. «Sono ancora fortunato – gioca d’anticipo – se non altro ho un tetto sopra alla testa. Ora ho anche un alloggio migliore rispetto a prima, ma è la vita che non è propria delle più decorose. Il Comune mi dà 150 euro al mese, in due rate, e non è facile far quadrare i conti con una cifra così.

Mangio quando posso e devo dire grazie a quanti mi stanno vicino». Invitato a riflettere ad alta voce su come faccia ad affrontare la quotidianità, Marcelli racconta di quanti gli sono vicino. «Sono anni che non posso permettermi di comperare qualcosa – racconta – non so più nemmeno quale sia stata l’ultima cosa che ho acquistato. Le cose che indosso me le hanno regalate e io cerco di occuparmi dell’igiene. Voglio essere pulito e in ordine. Non voglio perdere la mia dignità». Ma occorrono le lamette per farsi la barba, bagnoschiuma per lavarsi, «almeno un po’ di attenzione verso se stessi occorre – sorride – e devo ringraziare il cielo che almeno sono un po’ in salute. Altrimenti non so come farei…». Poi fa un tuffo nel passato e va ai ricordi in bianco e nero. «Sono una persona sola – racconta – non ho nè moglie nè figli. Ho sempre fatto una vita da solo. Non ho mai conosciuto mio padre e di mia madre non conservo ricordi: è morta che ero piccolissimo e lei aveva solo 22 anni». Molte le difficoltà, ma il grande vanto è l’aver sempre condotto una vita onesta. «Sono povero, non ho nulla, ma non ho mai rubato – scandisce – non potevo permettermi la macchina e l’ho fatta rottamare. Non ho rinnovato la patente, tanto non mi serve. Mangio quando posso e quello che riesco a trovare. Ma quando vado al supermercato non ho mai avuto la tentazione di portare via qualcosa. Mai. Le difficoltà sono molte, ma non dobbiamo perdere mai noi stessi. Io mi sento una persona forte, ma quante sono le persone che, nella mia condizione, possono imboccare una strada non corretta?».

Si ferma e poi torna a puntare l’attenzione non solo su se stesso, ma anche su quanti vivono nelle sue stessa condizione, ma magari sono più deboli di lui. «La mia non è l’esperienza di un singolo – prosegue – sono ancora tante le persone che si trovano nelle mie condizioni. E non vorrei che si desse più credito magari agli stranieri che a noi. A me a volte fanno notare che ho un cellulare. Non lo tengo per vezzo e non è certo un modello moderno. Mi serve solo per emergenza. Vivo da solo, non ho il gas e quel poco che cucino lo faccio sul fornello elettrico. Se dovessi sentirmi male spero almeno di avere il tempo e la possibilità di fare una telefonata. Per salvarmi la vita». In merito alla vicenda il sindaco Mario Fraccaro ritiene «non opportuno intervenire sulle singole questioni personali di un cittadino, ricordando che Marcelli è comunque da tempo seguito con attenzione e disponibilità dagli uffici comunali».

Vittoria Maria Passera 


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