Montichiari, cade nell'indifferenza generale

Montichiari, cade nell'indifferenza generale
Cronaca 03 Agosto 2016 ore 20:55

Cosa mi ha fatto più male della caduta? L’indifferenza di un gruppetto di ragazzi». E’ amareggiato Fernando Piazza, pensionato di 62 anni, che è finito rovinosamente a terra. In mezzo a via Marconi, un’arteria cittadina molto trafficata. «Davanti a me c’era un gruppetto di cinque ragazzi - racconta l’uomo - quattro maschi e una femmina. Arrivavano dalla direzione del Don Milani, mi hanno visto e si sono subito girati. Hanno fatto finta di nulla. Hanno proseguito senza battere ciglio e li ho visti allontanarsi senza prestarmi il benché minimo aiuto». Fortunatamente, però, c’è ancora chi presta attenzione al prossimo. «Meno male pochi istanti dopo è passato un automobilista che si è fermato - si rincuora il pensionato - Mi ha soccorso, mi ha chiesto come stessi e si è offerto di portarmi al Pronto soccorso. Al momento non sentivo dolori e così l’ho ringraziato tanto e l’ho lasciato andare». Ma gli ematomi, e i dolori, escono sempre dopo. Tant’è che il giorno successivo l’uomo si sente molto acciaccato.

«Sabato - ricostruisce Piazza - sono andato al Pronto soccorso e mi hanno riscontrato delle “sbucciature” e una forte contusione alle costole sinistre, frutto della caduta». Ma ciò che più amareggia l’uomo non è tanto il dolore fisico, quanto quello psicologico legato all’indifferenza mostrata dai ragazzi. «Purtroppo sono una persona ammalata e ho dei problemi - racconta senza entrare nello specifico - questo mi provoca delle difficoltà nel deambulare. Tant’è che a volte mi basta un piccolo dislivello e fatico a sormontarlo. Ogni tanto poi la situazione peggiora e la mia fatica aumenta. Però, per evitare che la situazione peggiori, devo cercare di camminare il più possibile. Come è successo quella mattina; è bastato davvero poco affinché finissi a terra. E vedere che dei ragazzi ti notano mentre cadi, ti fissano e poi si girano dall’altra parte fa davvero male. Con questo non voglio dire che tutti i ragazzi siano indifferenti, ci mancherebbe - solleva le braccia in segno di resa - ma ce ne sono ancora che, purtroppo, hanno perso la sensibilità nei confronti di chi ha bisogno e si trova in difficoltà». Poi coglie l’occasione per ringraziare l’uomo che si è fermato per prestargli i primi soccorsi.

«E’ stato molto gentile e premuroso - conferma Piazza - , mi ha dato una grossa mano. Si è preoccupato e si è messo subito a disposizione. Non smetterò mai di ringraziarlo». Poi si concede una amara riflessione: «Mi definisco una persona umile - ammette - sincera e onesta. Rispettata da tutti; nel corso degli anni nel mio lavoro ho conosciuto tantissimi personaggi che lo possono confermare. Non chiedo niente a nessuno, mi permetto solo di consigliare magari un’ora di lezione a scuola per insegnare a prestare un primo soccorso a quanti si trovano in difficoltà. Un piccolo gesto che però ha un grandissimo valore».

Vittoria Maria Passera


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