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Meteopassione ha conquistato la “vetta” delle stazioni di rilevamento in quota

Da sabato il sodalizio riceve i dati dalla Punta del Venerocolo, a 3.320 metri sul livello del mare.

Meteopassione ha conquistato la “vetta” delle stazioni di rilevamento in quota
Sebino e Franciacorta, 10 Settembre 2020 ore 19:50

Una stazione meteo che sfida il freddo e il gelo, posizionata alla bellezza di 3.320 metri sul livello del mare in vetta all’Adamello. E’ stata installata sulla Punta del Venerocolo la stazione di rilevamento meteo (con tanto di webcam) dell’associazione Meteopassione. I volontari del sodalizio, attivo nell’intera provincia di Brescia e nato in Franciacorta, sono saliti in quota grazie alla collaborazione con il Servizio glaciologico lombardo e con il via libera del Parco dell’Adamello.

Meteopassione ha conquistato la “vetta” delle stazioni di rilevamento in quota

“Sabato e domenica alcuni dei nostri volontari “più allenati” sono saliti sull’Adamello per installare quella che è la stazione meteo ad altitudine maggiore della Lombardia – ha spiegato Marco Borgogni, dell’associazione Meteopassione – Si tratta di una stazione meteo Davis Vp2, alla quale non è stato installato il pluviometro per via dell’altitudine. I sensori sono stati inseriti in uno schermo solare Davis passivo a 8 piatti e oltre al termo igrometro e all’anemometro abbiamo anche un sensore di radiazione solare, importante per capire la radiazione in prossimità dei ghiacciai”.

Il progetto “Zero” del sodalizio permetterà (se tutto andrà come sperato) di monitorare nel tempo l’evoluzione del ghiacciaio dell’Adamello, visibile tramite la webcam collegata alla stazione.

Restano diverse le incognite per quella che, tra le circa 130 stazioni del sodalizio, è la più alta. Quando il pannello solare sarà carico di neve caricherà comunque la batteria? Il vetrino della webcam si ghiaccerà e non si potrà più vedere nulla? Senza carica la stazione dovrebbe resistere fino a cinque giorni, ma è escluso che, con la stagione invernale, si possa tornare sull’Adamello per sistemare eventuali problematiche. Si tratta davvero di un progetto “Zero”, ma la speranza è che possa andare a buon fine. I prossimi mesi saranno il banco di prova.

Leggi l’articolo completo sul Chiariweek in edicola domani, venerdì 11 settembre.

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