Memorial Pippa Bacca a Salò: il vento fa saltare la traversata a nuoto, al via il corteo a piedi.
A Salò il Memorial Pippa Bacca
Cambio di programma per il quattordicesimo memorial Pippa Bacca: la tradizionale traversata a nuoto non competitiva nel golfo di Salò quest’anno, a causa del forte vento, ha lasciato il posto al corteo a piedi dalla spiaggia antistante il cimitero vantiniano fino a Piazza Serenissima. I numerosi partecipanti con tanto di palloncino verde, il colore preferito da Pippa, hanno quindi percorso a piedi il tratto in questione.
Un appuntamento divenuto tradizione
Lei stessa, ogni 17 agosto, era solita compiere la traversata a nuoto dalla zona davanti al cimitero vantiniano sino a piazza Serenissima:
«Una traversata non competitiva in memoria di Pippa Bacca – ha ricordato la sorella Rosalia Pasqualino di Marineo –. Ogni anno era solita compiere questa traversata a nuoto in compagnia del suo amico Diego. È sempre un bel momento, un’occasione soprattutto per stare insieme essendo una “non competitiva” al termine della quale lanciamo i palloncini. Un momento che credo a lei sarebbe piaciuto molto».
La sua storia
Pippa è cresciuta in una famiglia nobile ma questo non le ha impedito di essere libera così come di essere anticonformista: Pippa viaggiava in autostop, vestiva solo di verde e aveva già all’attivo diverse mostre quando la sua vita fu stroncata. Non a caso nel corso della commemorazione il colore predominante è appunto il verde: dai palloncini ai costumi indossati dai partecipanti. Era infatti il suo colore preferito, un colore da sempre legato alla speranza.
Era l’8 marzo 2008, quando Pippa Bacca partì da Milano: la giovane artista, insieme all’amica e collega Silvia Moro , presero parte alla performance artistica «Brides on Tour» dirette verso Gerusalemme. L’impresa consisteva in un viaggio in autostop vestita da sposa tra i paesi colpiti dalla guerra. Pippa, dopo aver attraversato Slovenia, Croazia, Bosnia e Bulgaria, cadde però nelle mani di un uomo, Murat Karatash , divorziato con due figli, pregiudicato per furto, il quale la violentò e la uccise, strangolandola. Il suo corpo fu rinvenuto nudo tra i rovi alla periferia di Istanbul, sulle colline di Gebze: aveva 34 anni. Murat è stato condannato a trent’anni di carcere.
L’articolo completo con le foto nel numero di GardaWeek in edicola da venerdì 21 agosto 2026.