Cronaca
L'indagine

Medico arrestato per omicidio, lo sconcerto dell'ospedale

Paolo Oneda, 47 anni, dovrà rispondere della morte di una 40enne a cui aveva rimosso un neo in un agriturismo ligure. Indagata a piede libero anche la psicologa Paola Dora.

Medico arrestato per omicidio, lo sconcerto dell'ospedale
Cronaca 24 Aprile 2021 ore 11:00

La notizia dell’arresto del dottor Paolo Oneda, medico chirurgo in forze al reparto di Chirurgia generale dell’ospedale di Manerbio, è stata una doccia fredda per tutti. Colleghi e personale hanno appreso la notizia con stupore, sconcerto, perché l’uomo descritto nella lunga ordinanza del Tribunale di Genova, che ne ha disposto l’arresto, e le accuse che gli sono piovute addosso cozzano di netto con la figura che ogni giorno varcava la soglia del presidio manerbiese.

Lo sconcerto del presidio

Il 47enne dovrà rispondere della morte di Roberta Repetto, 40enne di Chiavari (Ge) scomparsa il 9 ottobre: nel 2018 il medico le aveva rimosso un neo sul tavolo della cucina del centro olistico Anidra di Borzonasca, in Liguria, «in condizioni non adeguate». Insieme a lui è finito sotto accusa anche Vincenzo Paolo Bendinelli, presidente e «santone» della struttura, che per curare i dolori accusati dalla donna mesi dopo l’operazione (poi ricondotti allo sviluppo di metastasi) invece di indirizzarla verso uno specialista le aveva consigliato «tisane zuccherate» e «meditazione».

Un vicenda che per tanti ha veramente dell'assurdo. All'interno del presidio è infatti considerato un medico stimato e benvoluto, un bravissimo dottore e un ottimo chirurgo, un vero professionista che durante l’anno del Covid non si era mai tirato indietro: nella sua vita, di centri olistici e insegnamenti di «santoni», poi, non sembrava esserci nemmeno l’ombra. La vicenda non ha smosso il rispetto che si è guadagnato fra i colleghi, speranzosi che tutto possa trattarsi di un errore. «L’Azienda ha preso atto dell'accaduto ed è a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per qualsiasi evenienza», ha commentato l’Asst del Garda, prima di chiudersi nel silenzio. Al momento non è ancora stata comunicata un’eventuale sospensione di Oneda dal suo incarico.

Sul fatto, poche ore dopo la disposizione della misura cautelare, è intervenuto anche l’Ordine di Brescia.

«Il medico, iscritto a questo Ordine, risulterebbe indagato per un reato che si connota come molto grave e che, se confermato in detti termini in giudizio, comporterà anche severi provvedimenti di competenza ordinistica - dice la nota - Va altresì ricordato che fino alla conclusione dell’iter giudiziario permane la presunzione di innocenza».

Continuano le indagini

Oneda, attualmente, si trova in carcere dove ieri ha incontraro i suoi legali, gli avvocato Giovanni Motta e Alberto Sirani. Nel frattempo prosegue l'attività investigativa per i fatti che vedono inplicata un'altra figura dell'Asst Garda, la psicologa Paola Dora. L'iter che ha portato all’arresto del medico chirurgo e del «maestro spirituale» Vincenzo Paolo Bendinelli è legato a doppio filo a un’ulteriore vicenda, in cui la professionista risulta indagata a piede libero per il reati di violenza sessuale e circ0nvenzione di persone incapaci: l'indagine ha preso il via nel 2019 a seguito della denuncia sporta dai parenti di una giovane ospite del centro, una ragazza bresciana, e che è tuttora è in corso. Stando agli inquirenti la psicologa, frequentatrice nonché vicepresidente del centro olistico Anidra e fidanzata di Oneda, «in ragione della professione svolta avrebbe garantito un’attività di cooptazione verso la struttura di diverse ragazze fragili, ora al centro delle indagini».

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