Maxi operazione antibracconaggio con centinaia di denunciati e numerosi sequestri

L'operazione "Pettirosso" è stata condotta dai Carabinieri forestali fra Brescia, Monza e Brianza e Como.

Maxi operazione antibracconaggio con centinaia di denunciati e numerosi sequestri
Alto Mantovano, 06 Novembre 2018 ore 09:07

Sono numeri da capogiro quelli dell’operazione “Pettirosso” che ha portato alla denuncia di 100 bracconieri, numerosissimi sequestri di armi e dispositivi di cattura illegali al salvataggio di varie specie di animali.

In alcuni casi i bracconieri utilizzavano archetti o trappole metalliche in grado di amputare le zampe degli animali che muoiono fra tremendo dolore.

I numeri dell’operazione antibracconaggio

Oltre cento le persone denunciate e 56 i fucili sequestrati.

In particolare spiccano i quasi 1300 dispositivi di cattura illegale e gli oltre 2.600 uccelli rinvenuti di cui 216 vivi, tra cui numerose specie particolarmente protette dalle normative nazionali e comunitarie, tutti catturati o abbattuti in modo illecito da bracconieri locali.

Specie protette nel freezer

Denunciati due bresciani, anche per i reati di omessa custodia di armi e munizioni, i quali, sopresi a catturare illegalmente uccelli con delle reti, avevano lasciato incustodite armi cariche e pronte all’uso all’interno di un capanno di caccia.

Altri due bresciani sorpresi a catturare uccelli durante orario notturno con oltre 30 metri di reti da uccellagione, detenevano illegalmente, presso le proprie abitazioni, oltre 6.900 munizioni e oltre 70 esemplari di fauna, tra cui molti esemplari particolarmente protetti congelati.

L’avvocato e il professore universitario bracconieri

Tra le attività di maggior rilievo, il sequestro di due impianti di cattura abusivi nelle Provincie di Como e Monza Brianza, di proprietà rispettivamente di un avvocato e di un ex professore universitario, che in orari notturni con ausilio di fari e richiami elettronici vietati erano in grado di catturare illegalmente migliaia di uccelli migratori.

LEGGI ANCHE: Bracconieri hanno abbattuto centinaia di animali protetti in Valsabbia

L’ex professore sorpreso a gestire l’impianto sequestrato a Monza Brianza, in realtà con la complicità di altri due soggetti, catturava gli uccelli di notte, con oltre 200 metri di rete. Al momento dell’intervento dei militari è stato sorpreso con 8 tordi appena catturati. Scattate le perquisizioni sono stati rinvenuti a casa di uno dei due complici, 205 esemplari di avifauna, molti dei quali particolarmente protetti, senza anello o con anelli contraffatti.

Le altre accuse

Molte delle persone sorprese a catturare gli uccelli protetti sono stati anche denunciati per i delitti di maltrattamento, uccisione di animali e furto aggravato ai danni dello Stato, e rischiano le pesanti pene previste dal Codice Penale, che prevedono fino a 6 anni di reclusione.

LEGGI ANCHE: Proseguono i controlli antibracconaggio, 12 illeciti penali negli scorsi giorni

L’operazione

Si tratta di un’operazione antibracconaggio dei Carabinieri Forestali denominata “Pettirosso”, coordinata dal Reparto Operativo – Soarda (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del Raggruppamento CC Cites.  Importante la collaborazione con Wwf, Cabs, e Lac.

Teatro dell’operazione le Provincie di Brescia, Monza Brianza e Como uno degli ambiti nazionali ove è maggiormente  diffuso il fenomeno del bracconaggio a danno dell’avifauna.

Le attività hanno visto impegnato un contingente composto da 50 militari, alternati in due turni bisettimanali, i quali, percorrendo decine di chilometri a piedi ed effettuando appostamenti diurni e notturni, anche sotto le piogge torrenziali di questi giorni, hanno evitato che migliaia di uccelli protetti venissero abbattuti o catturati durante la migrazione verso le aree più temperate, con reti da uccellagione o, nei casi peggiori, con archetti o trappole metalliche in grado di amputare le zampe degli animali lasciandoli vivi ed agonizzanti per ore.

TORNA ALLA HOME PAGE

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Curiosità
ANCI Lombardia