Cronaca
Fiamme Gialle

Maxi evasione nel settore del pellet, perquisizioni anche nel Bresciano

Sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 1,5 milioni di euro.

Cronaca Brescia, 27 Ottobre 2022 ore 13:30

Perquisizioni anche nel Bresciano, al centro una maxi evasione nel settore del pellet.

Sequestri per oltre 1,5milioni di euro

Ieri (mercoledì 26 ottobre 2022) la Squadra Mobile della Questura di Rovigo  e gli investigatori del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di PadovaS, nell’ambito di un’articolata indagine diretta dalla Procura della Repubblica rodigina, hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal G.i.p. del Tribunale alla sede nei confronti di cinque soggetti, ritenuti appartenenti a un sodalizio dedito alla commissione di una serie di reati fiscali, con contestuale sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per oltre 1,5 milioni di euro.

Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, sono stati perquisiti capannoni industriali e abitazioni tra Veneto, Emilia Romagna e Lombardia (specificamente nelle province di Brescia, Ferrara, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Verona).

Analizzati 67 conti correnti

Nel dettaglio, l’operazione ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati di undici persone, di cui quattro sottoposte agli arresti domiciliari e una all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A quest’ultima è stato anche notificato il divieto di esercitare qualsivoglia attività imprenditoriale per la durata di dodici mesi. È stato disposto, altresì, il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie rinvenute all’esito dell’analisi di 67 conti correnti.

Dal 2021

Le attività investigative hanno avuto origine nel 2021, quando la Squadra Mobile di Rovigo, insospettita dall’ingente quantitativo di beni strumentali e merci, ha avviato una serie di appostamenti presso un capannone sito in Casale di Scodosia (PD), nella disponibilità di una società con sede legale a Dolo (VE), dedita al commercio di prodotti energetici (principalmente pellet e legname). Come riporta PrimaPadova i poliziotti hanno sottoposto a sorveglianza il manufatto, anche mediante l’utilizzo di telecamere, ipotizzando la ricettazione dei prodotti ivi giacenti. L'attività di sorveglianza ha consentito agli investigatori di poter osservare un vorticoso flusso di mezzi pesanti, con targhe croate e slovene, intestati a società indirettamente riconducibili agli stessi soggetti che occupavano il capannone monitorato.

Ravvisando la sussistenza di significativi elementi indiziari, sintomatici di una potenziale frode fiscale, l’A.G. di Rovigo ha co-delegato le indagini alla Compagnia della Guardia di Finanza di Este, che già nel dicembre 2021 aveva sottoposto a sequestro preventivo il fabbricato industriale, in esecuzione di un provvedimento cautelare dell’A.G. di Rovigo, per omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro

Le risultanze emerse dalle intercettazioni eseguite congiuntamente sono state avvalorate da mirate attività ispettive della Guardia di Finanza, consistite nell’analisi della documentazione contabile acquisita presso le sedi delle società interessate, nell’esecuzione di indagini finanziarie, nell’invio di questionari ai clienti e nel ricorso agli strumenti di cooperazione internazionale in ambito fiscale.

Le sinergie sviluppate hanno permesso di indentificare i soggetti artefici del complesso meccanismo di frode, grazie al quale una società con sede in provincia di Treviso ha “dirottato” il proprio volume d’affari verso una società “schermo”, ossia la società operante presso il capannone di Casale di Scodosia (PD), destinata verosimilmente al fallimento una volta esaurita la propria funzione all’interno del sistema fraudolento escogitato. I primi segnali di tale presunto modus operandi sono testimoniati dall’omessa presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno 2021.

Si è riscontrato, infatti, che il denaro confluito sui conti correnti della società “schermo”, derivante dalla cessione del pellet al “portafoglio clienti” della società “schermata”, veniva immediatamente bonificato a favore di società slovene e croate, riconducibili all’amministratore di quest’ultima, così consentendo di ricostruire la rete dei reali rapporti commerciali intercorsi tra i principali soggetti economici coinvolti.

Solleciti ai clienti

I clienti, sollecitati dai questionari inviati dai militari della Compagnia di Este durante il periodo in cui erano in corso le intercettazioni, hanno chiesto delucidazioni ai referenti commerciali della società “schermata”, a dimostrazione della falsità soggettiva delle fatture emesse dalla società “schermo”. Quest’ultima, omettendo sistematicamente di versare le imposte, ha potuto immettere sul mercato beni a prezzi maggiormente concorrenziali, a danno degli operatori onesti del settore, e ha consentito alla società “schermata” di occultare al fisco i propri introiti.

Parallelamente al meccanismo fraudolento sopra descritto, sono state disvelate ulteriori condotte evasive poste in essere dalla citata società della bassa padovana. In particolare, dall’esame della documentazione acquisita è emersa l’esistenza di due società, con sede a Lonato del Garda (BS), di fatto ubicate nella provincia di Rovigo, le cui unica funzione era quella di ricevere fatture oggettivamente false, recanti la descrizione di beni non commercializzati, di fatto, dall’impresa padovana (a titolo esemplificativo, arredi per ufficio, piastrelle e carpenteria).

Le società in rassegna sono riconducibili a un imprenditore di 75 anni, residente nella provincia di Rovigo, recentemente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, su richiesta della Procura Distrettuale di Brescia, per associazione per delinquere finalizzata, tra l’altro, alla commissione di reati tributari, al fine di agevolare una cosca ‘ndranghetista del crotonese.

Sulla base delle ipotesi investigative delineate, il G.i.p. del Tribunale di Rovigo, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, ha emesso il citato provvedimento cautelare personale e reale, fermo restando che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone coinvolte in relazione alla vicenda in esame sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Le congratulazioni del Governatore del Veneto Luca Zaia

L’attività in questione testimonia l’efficacia della sinergia operativa tra l’Autorità giudiziaria e le forze dell’ordine, in ragione delle precipue competenze di ciascuna, per il contrasto di ogni forma di criminalità.

Il commento del Governatore del Veneto Luca Zaia

"Le certificazioni e le etichettature non solo attestano la garanzia di quello che acquistiamo negli scaffali dei negozi, ma anche la qualità del cibo che mettiamo in tavola. Da sempre ci battiamo per la legalità, perché abusivismo e contraffazione mettono a rischio non solo la sicurezza e la salute dei consumatori, ma danneggiano anche le aziende che operano seriamente nel rispetto delle regole. Ancora una volta il presidio costante delle nostre forze dell’ordine ha permesso di sventare una catena del falso, tutelando sia i produttori sia i consumatori. La guardia non va mai abbassata: il sequestro di un carico del valore di almeno 200mila euro ne è la testimonianza".

 

"In questo momento storico, con rincari su materie prime, luce e gas, l’attenzione verso le nostre imprese deve continuare ad essere massima – aggiunge l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner -. Bisogna dare sostegno a tutto il comparto agroalimentare, tutelando la filiera di sicura e certificata provenienza.

Non possiamo accettare che prodotti made in Italy, ambasciatori del nostro territorio, vengano commercializzati creando concorrenza sleale e mettendo a repentaglio la salute di chi li acquista. Ringrazio le Fiamme Gialle per il sequestro lungo la statale Romea, che contribuisce a tutelare l’autenticità, la conformità e la garanzia di quello che acquistiamo".

 

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