MASSACRO DI GHEDI: stabile Francesco Scalvini

MASSACRO DI GHEDI: stabile  Francesco Scalvini
Cronaca 30 Gennaio 2017 ore 10:31

Ancora stabili le condizioni di Francesco Scalvini, il giovane elettricista ridotto in fin di vita da una banda di tre rapinatori lo scorso lunedì sera nell'azienda di famiglia di via Petrarca. Si fa spazio qualche barlume di speranza. A distanza di una settimana, il giorno successivo al suo 37esimo compleanno, rimane stabile e in coma farmacologico. I medici stanno monitorando la situazione e potrebbe darsi che nei prossimi giorni il giovane si riprenderà. La tagedia che ha colpito Francesco e la sua famiglia non ha lasciato indifferente nessuno. Moltissimi i messaggi di vicinanza e solidarietà e di pronta guarigione, non solo da parte della comunità ghedese, ma da tutto il mondo social. Inoltre, Francesco, l'altro ieri ha compiuto 37 anni e molti sono stati i messaggi d'auguri comparsi sulla sua bacheca Facebook: "non mollare amico mio" ha scritto qualcuno " Sei sempre nelle nostre preghiere" ha scritto un amico di vecchia data. La storia di Francesco ha fatto il giro del mondo, il nostro sito internet ne è stato testimone, abbiamo ricevuto collegamenti da diversi paesi del mondo. 

Gli inquirenti in queste ore stanno cercando di fare luce su quanto accaduto la scorsa settimana. L'attività investigativa e coordinata dal sostituto procuratore Mauro Leo Tenaglia. secondo le ricostruzioni erano da poco passate le 19.30 di quel maledetto lunedì, quando i tre malviventi, dopo aver setacciato il deposito dell'azienda familiare sito di fianco alla casa della famiglia Scalvini, si sono introdotti all'interno dell'appartemento. Ha sorpenderli il papà 71enne di Francesco, Ignazio e lo zio 66enne Giancarlo. I due hanno poi chiamato in aiuto Francesco che si è trovato faccia a faccia con i malviventi. A prestare i primi soccorsi, dopo l'aggressione del 37enne, la moglie Cristina Tocchella

Sempre lunedì sera, nella vicina Manerbio, si è verificata una rapina molto simile a quella di Ghedi, messa a segno da una banda di topi d’appartamento provenienti dall’Est. Potrebbe essere un caso, ma con buona probabilità le due azioni criminose sono state commesse dalla stessa gang che potrebbe essersi divisa in due o più batterie per complicare il lavoro alle Forze dell’ordine.


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