INIZIATIVA

Mascherine protettive: a Travagliato le pigottaie di Unicef stanno cucendo migliaia di dispositivi

Le mani delle volontarie lavorano senza sosta ormai da settimane. Ora la svolta: si stanno producendo mascherine in WindTex, impermeabile e traspirante.

Mascherine protettive: a Travagliato le pigottaie di Unicef stanno cucendo migliaia di dispositivi
Bassa, 26 Marzo 2020 ore 11:25

Mascherine protettive: a Travagliato le pigottaie di Unicef stanno cucendo migliaia di dispositivi. Grazie al supporto degli Alpini, è stato acquistato il tessuto necessario.

Mascherine protettive: a Travagliato le pigottaie di Unicef stanno cucendo migliaia di dispositivi

Sono oltre 900 le mascherine confezionate dalle pigottaie di Travagliato in questi giorni, che potrebbero arrivare a 4mila nelle prossime ore. L’idea è nata da Letizia Ravizzola, una delle “amiche dell’Unicef”, nonché ex infermiera di sala operatoria.

«Prima dell’avvento del monouso, si usavano le mascherine in stoffa anche in ospedale – ha spiegato la volontaria – Con le donne dell’associazione e altre concittadine, quindi, abbiamo preparato dispositivi protettivi per i volontari impegnati sul territorio, come Alpini e Protezione Civile. Ora ci impegniamo per fornirle anche ai cittadini. Non hanno utilizzo medico, ma proteggono dalla diffusione del virus».

Solidarietà e ricerca

Inizialmente le mascherine sono state realizzate utilizzando semplice tela: aperte in fondo, veniva inserito un foglio di carta forno, isolante e impermeabile, per schermare le goccioline di respiro che si trasformano in saliva.
“Ho girato un video amatoriale in cui dò istruzioni per la realizzazione – ha proseguito Ravizzola – Poi l’ho condiviso con le volontarie, conoscenti e altre associazioni del territorio: il riscontro è stato grandissimo”.
Da questo tutorial è arrivato un prezioso aiuto, messo a disposizione da Alessandra Benvenuti, del maglificio Denti, che ha donato un lotto di tessuto WindTex, tipico dell’abbigliamento per ciclisti  e naturalmente impermeabile.

“A questo punto è sufficiente lavorare la stessa membrana, senza dover aggiungere altri strati o materiali” ha sottolineato la volontaria Unicef.
Per stare al passo con le necessità e le richieste dei cittadini, si è reso necessario l’acquisto di un’ulteriore pezza di stoffa: ecco che il Gruppo Alpini hanno donato i fondi per rendere possibile una nuova produzione di dispositivi.
In queste ore verranno quindi lavorate nuove mascherine lavabili e riutilizzabili, che saranno distribuite a partire da sabato dagli stessi Alpini.

Confezione regalo

Le mascherine sono state pensate per i travagliatesi che si trovano in uno stato di necessità e necessitano di un primo dispositivo di protezione: sono gratuite e reperibili presso la sede degli Alpini, che consente un ritiro in sicurezza, data la conformazione della struttura. Ingresso e uscita sono infatti separati e ben distinti e gli spazi permettono di rispettare il metro di distanza imposto tra una persona e l’altra.

Saranno distribuite due mascherine per nucleo famigliare, consegnate in un sacchetto monouso. All’interno un biglietto che ricorda:”Questo non è un presidio certificato, ma una mascherina per la propria protezione personale. Non è utile per assistere direttamente persone affette dal virus”.
Le volontarie di Unicef stanno infatti attendendo il parere di Regione Lombardia per sapere se le loro creazioni potranno essere certificate.
E, a proposito del Pirellone, anche alla vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche sociali Simona Tironi è stata donata una mascherina, personalizzata con lo stemma regionale.

Per informazioni si può fare riferimento direttamente agli Alpini alle “amiche dell’Unicef”.

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