Mal di schiena, guarire si può

Angelo Sicilia, operato dal dottor Claudio Ferlinghetti alla colonna vertebrale, dopo anni di dolori è tornato a una qualità di vita eccellente

Mal di schiena, guarire si può
Brescia, 01 Marzo 2019 ore 14:00

Mal di schiena, guarire si può. Con il dottor Claudio Ferlinghetti abbiamo affrontato con cadenza quasi settimanale, negli ultimi anni, tutte le tematiche legate al mal di schiena, ai problemi della colonna vertebrale, e alle cure per guarire sia conservative che chirurgiche.
Ma, in concreto, è veramente possibile guarire dal mal di schiena?

Mal di schiena
Angelo Sicilia

Mal di schiena, ne parliamo con  chi è guarito

Angelo Sicilia, 53 anni è stato operato proprio dal neurochirurgo bresciano alla colonna vertebrale ormai tre anni orsono.

Signor Angelo, ha sofferto a lungo di mal di schiena?

«Purtroppo sì. Ho cominciato a star male fin da ragazzo, a causa della scarsa curvatura della mia colonna vertebrale. La situazione è però andata degenerando con il tempo, tanto che nell'ultimo anno e mezzo prima dell'operazione ero veramente disperato».

Cosa le accadeva esattamente?

«In alcune situazioni mi ritrovavo praticamente paralizzato. Se, per esempio, mi sdraiavo sul divano per rilassarmi dopo una giornata di lavoro, per rialzarmi ci volevano almeno venti minuti. La mattina, mi era impossibile riuscire a rialzarmi dal letto da solo. Ho provato dolori indicibili».

Questa situazione influiva sul suo umore?

«Purtroppo sì, ero irascibile e scontroso con tutti. Quando la qualità di vita peggiora è impossibile riuscire a mantenere la calma. I primi a subire i miei lamenti, con tutto il disagio del caso, erano la mia famiglia e gli amici».

E' un uomo attivo? Che lavoro fa?

«Ho sempre fatto sport in palestra e lavoro in acciaieria. Per lo Stato si tratta di uno dei cosiddetti lavori usuranti».

Se ho ben capito, nel momento in cui non ha più retto al dolore ha deciso di operarsi...

«Il percorso verso l'operazione non è stato facile. Non sapevo cosa fare. Mi informavo su internet, sapevo che le vie d'uscita c'erano, ma temevo il bisturi come oggi lo teme chi ancora deve operarsi».

Mal di schiena
Esperto di chirurgia mini-invasiva della colonna vertebrale, il dottor Claudio Ferlinghetti è oggi un punto di riferimento tra i più autorevoli sul territorio per la cura della lombosciatalgia. Laureato nel 1999 in medicina e chirurgia, utilizza una tecnica operatoria che riduce le cicatrici, provoca minimi danni alla massa muscolare, limita il rischio di complicazioni post-intervento e riduce i tempi di recupero accelerando notevolmente il ritorno alla vita di tutti i giorni per il paziente.

Come ha conosciuto il dottor Ferlinghetti?

«Tramite un'amica che, venuta a conoscenza del mio problema, mi ha indirizzato a lui».

Ha tentato strade alternative all'operazione?

«Sì, ho fatto di tutto per tentare di guarire senza operarmi, dalle infiltrazioni al nuoto, ma non è servito a niente».

Il dottore le ha spiegato qual era il suo problema?

«Certamente, mi ha detto che il dolore era provocato dal disco posto tra le vertebre L4 ed L5, ormai logoro e consumato. Troppo sottile per consentirmi di avere una vita normale. Fin dall'inizio, nonostante i vari tentativi con le cure conservative, il dottor Ferlinghetti è stato chiaro e mi ha fatto capire che nel momento in cui l'avessi ritenuto opportuno, con l'operazione avrei potuto risolvere i miei problemi».

Quindi, un giorno di tre anni fa ha deciso di sottoporsi all'intervento chirurgico...

«Certo, dopo le varie visite con lo specialista sono stato ricoverato al Gavazzeni di Bergamo. Me lo ricordo come fosse oggi perché, come tutti, ero pieno di timori. Ma da quel momento la mia vita è cambiata. Sono entrato in ospedale al mattino, intorno all'ora di pranzo sono stato operato, il giorno seguente sono stato dimesso che già potevo camminare».

Ha sentito male dopo l'intervento?

«Mai quanto ne ho provato prima. Per me è stata una vera passeggiata. Anche durante la convalescenza ho potuto camminare. Pochi giorni dopo l'operazione portavo a spasso i miei cani e due mesi più tardi sono tornato in acciaieria a svolgere il mio lavoro. Tutto il dolore patito in precedenza era diventato un brutto ricordo».

In cosa è consistita l'operazione?

«Il dottore mi ha spiegato ogni passaggio. Mi ha detto di aver praticato un'artrodesi circonferenziale, ovvero un intervento di stabilizzazione vertebrale. Sostanzialmente ha applicato dei supporti tra una vertebra e l'altra, quindi ha creato una gabbia e, con apposite viti, ha saldato le due vertebre tra loro. Tutto questo attraverso piccole incisioni che non hanno lasciato cicatrici. Tanto che al mare, quando racconto a qualcuno della mia operazione, non ci crede. Da allora, grazie al cielo, sono guarito».

Oggi può fare tutto?

«Senz'altro nella parte operata non sento più dolore, ciò non toglie però che la mia schiena per natura non sia certo perfetta. Posso fare tutto, ma cerco di essere prudente per salvaguardare il più a lungo possibile la parte non operata della colonna».

E l'umore?

«Ho ritrovato la gioia di vivere, la capacità di godere dei momenti felici con la mia famiglia e gli amici».

Quando incontra qualcuno con il mal di schiena cosa gli dice?

«Gli racconto la mia storia e lo invito a cercarsi un bravo neurochirurgo. Se posso do sempre volentieri il nome e il numero del dottor Ferlinghetti perché, personalmente, mi sono trovato benissimo sia con lui, sia con la sua equipe».

Quando si muove sente qualche strana sensazione alla schiena?

«Assolutamente no. E chi mi vede al lavoro o in vacanza, a meno che non sia al corrente della mia vicenda personale, non sospetterebbe mai che sono stato operato alla colonna vertebrale».

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