borgo San Giacomo

Lo straordinario mondo degli uccelli raccontato dall’esperto Mario Caffi

L’ornitologo per passione collabora con diverse università e con Filosofi lungo l’Oglio

Lo straordinario mondo degli uccelli raccontato dall’esperto Mario Caffi

Una passione nata negli anni Settanta e che da allora non ha mai lasciato Mario Caffi, magazziniere di professione e ornitologo per passione.

La passione per la natura

«Quando andavo col motirino da Motella, dove vivo, a Verolanuova, dove lavoravo, mi fermavo a osservare uccelli, nidi e altro e subito se c’era qualcosa di particolare avvertivo il museo di Brescia – ha ricordato – In più fino ai 38 anni correvo in bici, quindi andavo sempre in giro e per me era naturale osservare la natura».

Negli anni Ottanta Caffi ha iniziato a frequentare convegni, aveva amici all’università di Brescia, da lì si può dire che sia nato il suo secondo lavoro.

«Sul finire degli anni Ottanta io e il mio amico Pierandrea Bricchetti, ornitologo di Verolavecchia,  abbiamo iniziato a studiare i passeri e gli storni – ha ricordato – Il primo lavoro sugli storni ce lo pubblicò l’università di Oxford in Inghilterra».

Come  si suol dire «un inizio col botto».

«Le mia specialità sono la biologia riproduttiva e l’etologia del comportamento – ha continuato – Ho sempre osservato queste cose».

Caffi ha iniziato diverse collaborazioni con l’università di Milano, è ricercatore al Museo delle Scienze naturali sempre di Milano, collabora con l’ateneo di Brescia ed è uno dei responsabili del Centro di cattura a scopo scientifico di Ventottene e Santo Stefano.

La collaborazione con Filosofi lungo l’Oglio

Infine tre d’anni fa è iniziata la collaborazione con Filosofi lungo l’Oglio, la kermesse culturale ideata dalla professoressa Francesca Nodari che, oltre a proporre lezioni magistrali di filosofia con specialisti di fama internazionale, organizza anche passeggiate filosofiche nella splendida natura del Parco dell’Oglio.

«La professoressa mi ha contattato e mi ha chiesto se potevo partecipare alle loro passeggiate raccontare la natura e i suoi abitanti – ha raccontato – Lei ha il suo tema, secondo cui si declinano le conferenza durante il festival, ma io invece devo improvvisare».

Certo perché alla natura, ed è il suo bello, non si può impartire un copione, non si sa quale animale si incontra o quale canto si sente, ma di una cosa si può essere certi: la competenza di Caffi è tale che gli permette di individuare ogni piccolo abitante del bosco.

«Magari vedo qualcosa o sento un canto particolare e da lì inizio a raccontare – ha spiegato – Del resto di cose da dire ce ne sono davvero tante».

Certo è che può parlare davvero per ore e svelare un mondo sconosciuto ai più: racconta dei rondoni che si librano nell’aria fino a raggiungere i 12 gradi («è importante la temperatura, non l’altezza») e in volo dormono, hanno un cervello diviso a metà: una parte vigila, una parte riposa, si accoppiano e si nutrono, specialmente di plancton aereo, piccoli insetti, in prevalenza ragni, che il vento trasporta in alto, o dello scricciolo che pesa solo 12 grammi e depone un uovo al giorno per una settimana del peso di 1,5 grammi. O degli uccelli migratori: «volano» anche a ottobre provenienti dall’India.

Insomma Caffi ha le chiavi di un mondo straordinario che lascia davvero a bocca aperta, non meraviglia che Nodari lo abbia voluto per le sue passeggiate filosofiche.