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Lo scherzo del «fallo» disegnato sull’auto non fa ridere

Lo scherzo del «fallo» disegnato sull’auto non fa ridere
Cronaca 10 Aprile 2017 ore 16:50

Uno scherzo davvero di cattivo gusto quello che sta continuando in via Andrea Costa ai danni di persone che, ignare di essere state prese di mira da individui ancora da identificare, si trovano con la propria auto imbrattata da disegni fallici fatti con il pennarello indelebile.

Un piccolo vicolo posto tra le più lunghe e centrali via Libertà e via Oberdan che non vede la possibilità di essere controllato con telecamere fisse in quanto non presenti in zona. Le vittime? Apparentemente possiamo essere tutti, chiunque posteggi la propria  macchina all’interno delle strisce presenti in quel tratto di strada. Ad oggi sono salite a tre le persone che sono state oggetto di questi atti vandalici, tutte ragazze giovani che per lavoro o per mancanza di un garage, devono parcheggiare l’auto lungo la via.

C’è chi ha vissuto solo l’esperienza di un episodio, e chi, come Sara Daniel, ha scoperto i vetri imbrattati contro il suo volere già cinque volte, l’ultima il 23 marzo. Con un post sui social network, Sara ha fatto intendere la frustrazione e la stanchezza che si prova quando non si sa chi, ne tantomeno il perché, qualcuno dovrebbe compiere determinati atti. Uno sfogo atto a chiedere cosa la vittima può fare per porre un rimedio.

I carabinieri del Comune dell’Alto Mantovano in tal proposito suggeriscono a chiunque fosse stato vittima di questi scherzi di poco gusto a recarsi al comando o all’interno del municipio dove è possibile trovare uno sportello dell’Arma dei carabinieri aperto in alcuni giorni prestabiliti.

Dal canto loro, per il momento, si impegneranno nel continuare a monitorare con ancora più assiduità l’area, nella quale risiedono un numero limitato di nuclei familiari come spiegato anche dall’assessore Luisa Genevini che conclude «Sia la mia abitazione che le altre in questa via possiedono tutte un garage, di conseguenza noi questo tipo di problematica non l’abbiamo vissuta».


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