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L’indice Rt del contagio scende a 1,4, ma per Speranza “non basta”

Possibile apertura (dal 20 novembre) per la Lombardia o i territori delle Province? Non ci sono conferme, ma l'indice di contagio continua ad abbassarsi.

L’indice Rt del contagio scende a 1,4, ma per Speranza “non basta”
14 Novembre 2020 ore 13:09

Arriva una prima notizia confortante: l’indice del contagio Rt è sceso da 1,7 a 1,4, ma per il ministro alla Sanità Roberto Speranza non basta ancora. E oltre alle regioni già in zona rossa, come la Lombardia, da domani entreranno in lockdown anche la Toscana e la Campania.

L’indice Rt del contagio scende a 1,4, ma per Speranza “non basta”

“Abbiamo bisogno di portare l’indice Rt nel più breve tempo possibile sotto l’1, questo significherà salvare più vite umane, ridurre i contagiati e alleviare il peso delle strutture sanitarie, e per fare ciò abbiamo bisogno del contributo di tutti – ha dichiarato il ministro Speranza – L’istituzione di nuove zone rosse e arancioni è il tentativo di mettere in campo interventi adeguati alla situazione di ciascun territorio. Non un’unica misura nazionale uguale per tutti, ma una misura che cambia in base alle situazioni delle diverse Regioni. Siamo consapevoli che ogni volta che si firma un’ordinanza si mettono in campo misure che creano sacrifici. Ma si tratta di sacrifici indispensabili per piegare la curva del contagio in modo significativo. Saranno mesi non facili, ma la luce in fondo al tunnel si vede. Nel giro di qualche mese saremo nelle condizioni di provare a programmare un’uscita da questa situazione difficile. Sono mesi di resistenza e ciascuno deve fare la propria parte per rispettare le regole, la distanza, l’uso delle mascherine, il lavaggio delle mani e l’interruzione delle relazioni sociali”.

Il report della Cabina di regia numero 26 relativo al periodo 2 – 8 novembre evidenzia che l’epidemia in Italia seppur intensificandosi per gravità a causa di un aumentato impatto sui servizi assistenziali, mostra una lieve riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente che, sebbene ancora molto elevata, potrebbe costituire un segnale precoce di impatto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre 2020.
Tale andamento andrà confermato nelle prossime settimane e non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti.

Nel periodo 22 ottobre –4 novembre l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,43. Si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e superiori a 1 in tutte le Regioni/PA.

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito dai 1.939 del primo Novembre ai 3.081 del’11 Novembre mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato, negli stessi giorni, da 18.902 a 29.444.

Questa settimana si osserva un ulteriore, forte incremento dei casi di contagio che portano l’incidenza della malattia negli ultimi 14 giorni a 648 positivi ogni 100mila abitanti  nel periodo compreso fra il 26 ottobre e l’8 Novembre. La settimana precedente l’incidenza era molto inferiore: 523 positivi ogni 100.000 abitanti.

L’aumento di persone che hanno contratto l’infezione è diffuso in tutto il Paese, con tutte le Regioni che riportano un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente.

Nel periodo 22 ottobre – 4 novembre 2020, l’indice di trasmissibilità del contagio Rt, calcolato sui casi sintomatici, è stato pari a 1,43, in calo rispetto al 1,7 della settimana prima (il valore limite è 1, ovvero un contagiato che trasmette la malattia solo a un’altra persona). Si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni. In Toscana l’indice Rt è pari 1.8 (la settimana scorsa era 1.53).

Ecco gli indici Rt aggiornati, con l’incidenza dei casi di Covid, in tutte le Regioni:

Toscana – Rt 1,81 (settimana precedente: 1.53), 

Abruzzo – Rt 1,35, incidenza 294,31 positivi ogni 100mila abitanti

Basilicata – Rt 1,63, incidenza 220 x 100mila abitanti

Calabria – Rt 1,3, incidenza 109 x 100mila abitanti

Campania – Rt 1,58, incidenza 355,47 x 100mila abitanti

Emilia Romagna – Rt 1,4, incidenza 270 x 100mila abitanti

Friuli Venezia Giulia – Rt 1,47, incidenza 249,64 x 100mila bitanti

Lazio – Rt 1,04, incidenza 224 x 100mila abitanti

Liguria – Rt 1,2, incidenza 422 x 100mila abitanti

Lombardia – Rt 1,61, incidenza 570,74 x 100mila abitanti

Marche – Rt 1,35, incidenza 206,73 x 100mila abitanti

Molise – Rt 1,32, incidenza 195,52 x 100mila abitanti

Provincia autonoma di Bolzano – Rt 1,55, incidenza 704 x 100mila abitanti

Provincia autonoma di Trento – Rt 1,32, incidenza 306 x 100mila abitanti

Piemonte – Rt 1,37, incidenza 537 x 100mila abitanti

Puglia – Rt 1,45, incidenza 174,39 x 100mila abitanti

Sardegna – Rt 1, incidenza 56 x 100mila abitanti

Sicilia – Rt 1,18, incidenza 142,12 x 100mila abitanti

Umbria – Rt 1,43, incidenza 439 x 100mila abitanti

Valle d’Aosta, Rt 1,5, incidenza 624 x 100mila abitanti

Veneto, Rt 1,29, incidenza 408 x 100mila abitanti

La situazione in Lombardia: resterà zona rossa o possibile apertura?

In Lombardia, rispetto al periodo 2-8 novembre, l’indice Rt è a 1,61.

Dagli ultimi dati della Cabina di regia, però, risulta che l’indice Rt lombardo si sia abbassato ancora. Che da dopo il 20 di novembre (giorno in cui scadono i 15 giorni previsti dal Dpcm e dal Ministero della Salute per valutare una rivalutazione del rischio del contagio e l’eventuale colorazione più tenue in Lombrdia) la nostra regione possa colorarsi di arancione? Non ci sono ancora certezze e dal Pirellone l’invito è a mantenere alta l’attenzione.

“Gli indicatori della Lombardia iniziano a dare segnali di miglioramento – ha dichiarato il presidente Attilio Fontana – Sono i primi risultati dopo i pesanti sacrifici che stiamo attuando dal 21 ottobre. Dobbiamo proseguire questo cammino nella speranza di allentare la pressione sia sui nostri ospedali sia sui nostri preziosi medici e operatori sanitari. Come sempre manteniamo alta l’attenzione e cerchiamo di uscire da questo incubo il prima possibile”.

La rappresentazione dei casi per Provincia nel periodo 2-8 novembre

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