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L'ecoavventura di un giovane desenzanese

L'ecoavventura di un giovane desenzanese
Cronaca 05 Maggio 2017 ore 16:50

 Ben 115 chilometri totali, tra innumerevoli perigli affrontati con la testa e con il cuore, per mare e per monti per accaparrarsi il primato del periplo dell’isola d’Elba sulla tavola da sup, percorso in 5 giorni.

Protagonisti di questa ecoavventura David De Regibus, 29enne desenzanese già noto per diverse peripezie, tra cui il giro del lago in tre giorni, e l’amico di Flero Filippo Dusi con cui condivide la passione per la tavola. Ma l’esperienza per i due giovani va ben oltre ogni primato sportivo: «Ci portiamo a casa e per sempre nel cuore un'ecoavventura dal sapore omerico - hanno spiegato - un'ecoavventura dentro i golfi elbani e le loro verdi acque, un'ecoavventura attraverso borghi fermi nel tempo, un'ecoavventura intorno a un'isola, un'ecoavventura dentro se stessi».

«Questa la carne dell'orso» direbbe Levi, perché in questa eco-avventura hanno gustato il «sapore di essere forti e liberi, liberi anche di sbagliare, e padroni del nostro destino». Sono partiti carichi da Piombino, il 13 aprile, con la voglia di respirare l’avventura a pieni polmoni strizzando l’occhio all’ecologia, «tirare fuori le energie nascoste - ha spiegato David - viaggiare senza traghetti nè moto, ma con le sole nostre forze, senza emettere anidrite carbonica». A loro spese hanno capito che i venti in mare non sono gli stessi che soffiano sul Benaco e che conoscono bene. con il mare agitato ma volenteroso di darci una mano. «Abbiamo schivato le rotte dei traghetti per giungere in scioltezza a Cavo, prologo di questo periplo. Portoferraio è già lì ma all'approdo ci ha riservato un brutto imprevisto, il primo di una lunga serie: dopo il solenne bagno d'arrivo, un sibilo proveniente dalla rossa ha svelato una foratura in zona insospettabile». Lo stop forzato sino all'indomani li ha visti costretti ad una piacevole visita alla bella cittadina, prima della notte in tenda . La mattina successiva, trascorsa tra golfi e grotte, passando per la bella Marciana, è stat interrotta dallo scirocco che li ha allontanati dalla meta, Pomonte, capo Ovest dell’isola. Nessuna spiaggia in cui potersi riparare, e allora testa bassa e pagaiate sulle ginocchia lottare contro il vento. «La visione della spiaggia di Chiessi è stata il miraggio che conclude questa tratta sull'acqua. - Hanno spiegato - Ma non quella su terra: le braccia a pezzi ma le gambe ancora buone ci hanno portato al pianoro del San Bartolomeo, quota 700 metri, dove abbiamo cenato e si ammirato le costellazioni tutte prima di una notte fredda e ventosa». La mattina hanno toccato la vetta, o quasi, del monte Capanne, la cima più alta dell'isola. La vista da lassù li ha ripagati di ogni sofferenza, anche quella di aver scalato l’intero monte con la sola attrezzatura da spiaggia. Poi la buona cena con amici, il bivacco sulle pietre e il pranzo con barrette per celebrare la Pasqua. L'arrivo è a Capoliveri con la sua spiaggia lunga bagnata da acque basse, dove non possono sottrarsi al richiamo del surf. Superato in breve tempo anche l’imprevisto della pinna rotta da passanti poco civili. «Qui finalmente un campeggio in cui lavare e riposare le membra "sacagnate" prima dell'ultima tappa. La partenza è col botto causa un vento traverso furibondo che rende ingovernabile la tavola».

Tolta la pinna e con gioco di squadra sono riusciti a superare l’empasse di cinque chilometri infiniti. «Abbiamo tirito il fiato al golfo di Porto Azzurro e la seconda metà di questa tappa è andata liscia pur stringendo i denti per i forti dolori alla spalla». Ma ormai la seconda parte di questi trenta chilometri ha un sapore di conquista.«Alla vista degli stessi scorci del della partenza - hanno continuato - ci sentivamo ormai vittoriosi. Il primo SUP-Periplo dell'Elba è Nostro! E di chi lo vorrà». A tutti gli sportivi che nonrinunciano a un pizzico di follia portano in dono una conferma: «Si può fare! Questo fantastico, decrescente e giocoso mezzo di trasporto ci ha consentito nel suo calmo avanzare di visitare questa isola gioiello, i suoi golfi e suoi paesaggi mozzafiato, suppando in acque cristalline, trasparenti, incontaminate, tra grotte e spiagge, tra pesci e meduse. Il sup, emozionante come la scoperta, in equilibrio come la vita».

 

Di Melania Isola da GARDAWEEK del 28 aprile 2017.

 

 


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