l'addio

Le suore se ne vanno dopo 122 anni: "Hanno educato generazioni di erbuschesi"

Dal 1901 le religiose si prendevano cura del paese, occupandosi dell’asilo e della catechesi: lacrime, abbracci e sorrisi per il commiato

Le suore se ne vanno dopo 122 anni: "Hanno educato generazioni di erbuschesi"
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Evento storico per la comunità erbuschese. Domenica mattina l’intero paese si è riunito in una festa carica di emozioni per salutare suor Carla, suor Bianca e suor Rosa. Un momento di gioia e gratitudine mescolato a un velo di tristezza nel dover dire addio a delle suore che per 122 anni hanno lavorato instancabilmente nella comunità.  «Hanno lasciato un’impronta indelebile sulle generazioni di bambini che hanno attraversato le loro aule - con queste parole il sindaco Ilario Cavalleri ha espresso la propria profonda gratitudine a nome dell’intera comunità – Grazie per aver scelto di dedicare la vostra vita all’educazione dei nostri figli».

Le suore se ne vanno dopo 122 anni: "Hanno educato generazioni di erbuschesi"

Moltissime le testimonianze, i doni e i riconoscimenti manifestati durante la festa d’addio, a dimostrazione del buon operato svolto dalle sorelle. «Una messa con i tempi supplementari come nelle migliori partite», è stata celebrata da don Giacomo Zani. «Le suore di Maria Bambina sono arrivate nel 1901 a Erbusco e hanno iniziato a prendersi cura dei compaesani, dando consolazione e sostegno a tutti», ha specificato il parroco. Religiose che non si sono limitate a seminare all’interno dell’asilo, ma sono state al servizio della parrocchia, nelle visite agli ammalati e nell’accompagnamento alle famiglie più bisognose con un investimento gratuito. «Oggi con il nodo alla gola ci salutiamo, consapevoli del distacco – ha dichiarato Carlo Zerbini in rappresentanza del Consiglio pastorale parrocchiale – Ci avete insegnato il valore della sostanza più che della apparenza. È compito nostro ora fare in modo che i valori da voi condivisi non vengano cancellati nel tempo che verrà». Due i canti dedicati alle suore durante la cerimonia: il primo ad opera del coro, il secondo per voce dei bambini dell’Istituto San Giuseppe. Prezioso l’intervento anche di Benedetta Cominardi, una mamma ma anche una scrittrice erbuschese, che ha ringraziato a nome dei genitori, dei bambini e degli insegnanti della scuola dell’infanzia con la lettura di una poesia. Ma la rassicurazione nel garantire continuità alla scuola materna centenaria è giunta dal presidente Carlo Lussignoli. «Seguendo l’esempio delle suore cercheremo di tirare fuori sempre il meglio dai nostri bambini, donando loro serenità e dolcezza».

Al termine della celebrazione la comunità ha consegnato alcuni doni personali a suor Carla, suor Bianca e suor Rosa. I festeggiamenti sono poi proseguiti all’esterno della Chiesa dove è stato allestito uno spettacolare buffet offerto dalla comunità e dal Consiglio pastorale. Molti gli accorgimenti: uno splendido tappeto di petali di fiori ha accolto le suore sul sagrato; catenelle di cuoricini colorati hanno fatto da cornice scenografica all’evento, mentre palloncini bianchi a forma di cuore sono stati fatti volare simbolicamente in cielo dai bambini. Molti gli abbracci e le lacrime. Ma anche sorrisi e divertimento.

"Sarete sempre le benvenute"

Giunte in bicicletta, alcune rappresentanti dei «Geniattori», hanno consegnato l’invito ufficiale di «C’è posta per te» alle suore per lo spettacolo del 14 luglio all’oratorio, interamente dedicato a loro. «Grazie a tutti per averci accompagnato negli anni, l’elenco delle persone alle quali dobbiamo rivolgere il nostro saluto sarebbe infinito. Non vogliamo tralasciare nessuno di coloro che con amore e amicizia hanno condiviso gioie, fatiche, storie di vita e di speranza in questi 122 anni. A quelli che ci hanno chiesto “Cosa faremo senza suore?”, noi rispondiamo che in questo secolo non abbiamo fatto grandi cose, non siamo state davanti a voi, né dietro a voi ma semplicemente al vostro passo e al vostro fianco, perciò adesso potete continuare voi», l’ultimo commovente saluto di suor Bianca ha chiuso un secolo di amore e condivisione, ma non ha chiuso le porte del paese. «Sarete sempre le benvenute qui e le porte della nostra comunità saranno sempre aperte per voi», ha chiosato il primo cittadino.

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