Cronaca

Le Penne Nere di Chiari a Mestre nel ricordo dei caduti di Russia

Il Gruppo Alpini clarense ha partecipato alla tradizionale cerimonia per l’offerta dell’olio alla lampada votiva che illumina l’Icona della Madonna del Don

Le Penne Nere di Chiari a Mestre nel ricordo dei caduti di Russia
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Domenica 11 ottobre 2026 a Mestre le Penne Nere di Chiari hanno rinnovato il loro omaggio ai caduti della Campagna di Russia, portando l’olio alla lampada votiva che illumina l’Icona della Madonna del Don

Un simbolo della memoria alpina

Trasferta a Mestre per il Gruppo Alpini di Chiari, che domenica ha partecipato all’annuale cerimonia dell’offerta dell’olio alla lampada votiva della Madonna del Don. Un appuntamento dal forte valore simbolico per le Penne Nere, chiamate ogni anno a rinnovare il ricordo dei tanti alpini che non fecero ritorno dalla tragica Campagna di Russia durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’Icona arrivata dalla steppa

La Madonna del Don rappresenta infatti uno dei simboli più sentiti della memoria alpina. L’Icona arrivò in Italia grazie a un reduce della Campagna di Russia, sopravvissuto alla drammatica ritirata dalle rive del Don. Una tragedia nella quale il contingente italiano venne decimato tra combattimenti, stenti e prigionia. Il reduce riuscì a tornare in Patria portando con sé anche l’Icona della Madonna, diventata negli anni una meta di pellegrinaggio per le Penne Nere. Un luogo nel quale il gesto dell’offerta dell’olio assume il significato di un omaggio ai commilitoni caduti e a quanti si sacrificarono nella steppa russa.

L’Icona della Madonna del Don a Mestre.

Il ricordo di chi non tornò

Alla cerimonia di Mestre erano presenti, oltre agli Alpini di Chiari, anche le massime autorità dell’Associazione Nazionale Alpini. Tra loro il consigliere nazionale Aldo Duilla, esule della Dalmazia, che ha vissuto a Chiari con la sua famiglia.

«Portare il nostro dono e rendere omaggio alla Madonna del Don, per noi alpini ha un significato importante e fonte di grande emozione – ha detto Renato Baresi, alpino del gruppo clarense –. Il pensiero va ai tanti che non fecero più ritorno dalla Russia e che si sacrificarono per permettere ad altri di riabbracciare le proprie famiglie in Patria».