Rovato

Le “Congiure in Franciacorta” che hanno fatto la storia

Il primo romanzo di Alberto Fossadri è frutto di anni di ricerca e di una grande passione che coltiva fin da bambino.

Le “Congiure in Franciacorta” che hanno fatto la storia
Sebino e Franciacorta, 29 Ottobre 2020 ore 16:47

di Stefania Vezzoli

Non si considera uno storico, perché il suo percorso formativo e professionale l’ha portato in un’altra direzione (dopo gli studi di geometra, ha avviato un’attività imprenditoriale nel settore della sicurezza). Eppure la ricerca storica occupa un ruolo centrale nella vita del 30enne di Duomo Alberto Fossadri che, dopo le pubblicazioni sul centenario dell’asilo e della parrocchia della frazione, è pronto a dare alle stampe il suo primo romanzo.

Le “Congiure in Franciacorta” che hanno fatto la storia

Il libro, intitolato “Congiure in Franciacorta” è ambientato nella Brescia Malatestiana del Quattrocento, e ripercorre le vicende che hanno sconvolto la Lombardia orientale fino all’arrivo della Serenissima, seguendo le vicissitudini di personaggi realmente esistiti: non re, imperatori e principi, bensì vassalli appartenenti a sei importanti famiglie: Avogadro, Gambara, Oldofredi, Federici, Martinengo ed Emili. “Ho dovuto studiare molto – ha rivelato il giovane rovatese – Ho impiegato tre anni, metà dei quali a studiare e ad annotarmi particolarità e aneddoti. C’è tanta bibliografia, i libri si trovano facilmente in internet o nelle biblioteche, e contengono informazioni sulla vita e le relazioni che questi personaggi avevano. E’ un periodo storico che mi affascina molto perché rappresenta una fase di transizione importante. Il romanzo s’intitola così perché i due eventi fondamentali che fanno da perno alla storia sono importanti congiure che avvengono entrambe in Franciacorta, un’area decentrata rispetto alla città che a quell’epoca era boscosa e torbosa”. La principale difficoltà incontrata da Alberto Fossadri è stata la necessità, legata alla natura romanzesca della pubblicazione, di rinunciare a qualche particolare. “Non è stato difficile scrivere il romanzo: è stato difficile non inserire tutto – ha rivelato – Per ritmo e scorrevolezza alcune vicende sono state tagliate, e a un appassionato di storia questo non può non dispiacere. Oppure ho dovuto far convogliare in un unico personaggio due persone distinte. Il romanzo queste libertà te le lascia”.

Il romanzo

Per il giovane ricercatore, che tra i modelli di riferimento come romanzi storici ha dei pilastri della letteratura italiana come “I promessi sposi” e “Il nome della rosa”, è fondamentale conoscere a fondo l’epoca di cui si scrive. “Il mio obiettivo è appassionare il pubblico bresciano alla nostra storia e ai nostri monumenti – ha spiegato – Ho girato tutti i luoghi della nostra provincia citati nel libro. E mi sono dovuto interessare e documentare anche su settori che conoscevo poco, come la moda del Quattrocento”. Nel romanzo, come spesso accade nella realtà, non c’è una distinzione netta tra buoni e cattivi, tra giusto e sbagliato. “Non ci sono protagonisti e antagonisti, perché la vita vera è una commistione di interessi: racconto le vicende di sei famiglie e di diversi personaggi le cui storie si intrecciano. Ci sono molti intrighi, e le figure più importanti e affascinanti non sono solo maschili, ma anche femminili. Un’altra componente importante è la religione, e i discorsi dei cardinali sono ripresi tali e quali dai concili dell’epoca, adattando il linguaggio a quello moderno”, ha precisato. Il libro è ora in fase di pubblicazione, ma per la sua presentazione bisognerà probabilmente aspettare ancora un po’ a causa delle nuove restrizioni imposte per contenere la seconda ondata della pandemia di Covid-19. “Sono soddisfatto del mio lavoro e dopo tre anni ho voglia di farlo leggere e di condividerlo con il pubblico”, ha rivelato Alberto Fossadri.

Il blog Brescia Genealogia

Nell’attesa del “debutto in società” del suo primo romanzo, il giovane rovatese continua il lavoro di ricerca storica da cui sono scaturiti il blog Brescia Genealogia e l’omonima pagina Facebook. “Tutto è cominciato perché avevo un sacco di cose che volevo condividere – ha spiegato Alberto Fossadri – Così ho aperto una pagina e ho iniziato a parlare di famiglie e cognomi bresciani. Il lavoro sui cognomi è cominciato con Lucio Avanzini, un amico della Val Camonica che studia la storia camuna, e c’è l’idea di fare un’enciclopedia dei cognomi di Brescia. A questi si sono aggiunte storie bresciane in generale, aneddoti che leggo e poi ripubblico, e anche alcune mie piccole scoperte, documenti che spuntano per caso durante le ricerche”. Si dice che la storia sia maestra di vita e per il 30enne è proprio così. “Noi stiamo combattendo il Covid con le stesse armi con cui nel Medioevo hanno combattuto la peste – ha sottolineato – Anzi, su alcune cose siamo andati addirittura indietro, visto che loro buttavano le monete in una ciotola piena d’aceto per igienizzarle, cosa che noi con le banconote non possiamo fare. Non sempre ciò che abbiamo oggi è per forza meglio”. E anche fenomeni che sembrano prettamente moderni, tali non sono: è il caso delle fake news: “A Rovato nel Cinquecento qualcuno aveva sparso la voce che un cittadino era morto per la peste e i Comuni confinanti avevano chiuso le strade: ma non era vero! Le fake news c’erano già, solo che non viaggiavano con la potenza e la velocità di oggi”.

La formazione

Appassionato di storia fin da bambino (già a sei anni la studiava per conto suo), Alberto Fossadri a vent’anni ha iniziato a fare delle ricerche per approfondire l’origine del suo cognome e della sua famiglia. Fondamentale l’incontro con i corsi di ricerca storica promossi da don Giovanni Donni, archivista, presidente di Brixia Sacra e autore di numerose opere di saggistica legate al territorio bresciano. “Grazie agli insegnamenti di don Gianni e di altri collaboratori, nonché grazie alle continue condivisioni di esperienze con altri ricercatori, ho appreso i rudimenti per la ricerca attraverso fonti archivistiche e bibliografiche, alcune competenze paleografiche e una buona conoscenza delle strutture istituzionali bresciane – ha precisato – Mi concentro sulla ricerca genealogica e sulla storia della Franciacorta”. Per il suo primo romanzo un particolare ringraziamento va anche a Fabrizio Pagnoni, docente universitario di Storia nonché consigliere comunale delegato alla Cultura a Erbusco.

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