Le cipolle di Beniamino prevedono il futuro

Il contadino clarense non ha dimenticato la tradizione delle previsioni del meteo per i contadini.

Le cipolle di Beniamino prevedono il futuro
Bassa, 01 Febbraio 2020 ore 13:30

Le cipolle di Beniamino prevedono il futuro. Il contadino clarense non ha dimenticato la tradizione delle previsioni del meteo per i contadini.

Le cipolle di Beniamino

“Speriamo bene, ma il 2020 sarà un buon anno per il nostro raccolto”. C’è chi pianta le cipolle perché fanno bene alla salute e c’è chi, invece, lo fa per sapere se domani pioverà o se ci sarà la siccità. Non è un indovino, è solo un contadino della quarta età, classe 1941, che ogni anno, la sera del 24 gennaio (data della conversione di San Paolo e che i contadini come da tradizione la chiamano la notte dei segni), rinnova il rito con i suoi ferri del mestiere.  Un tagliere con dodici cipolle aperte a metà e un po’ di sale. E poi? L’attesa per il giorno dopo. All’interno di ogni cipolla, dal sale rimasto, Beniamino Gozzini ne ricava le previsioni. Semplice? Semplice da fare, difficile da elaborare. Molti ci provano, anche la figlia si è messa in campo, ma ci vuole esperienza e fiuto come i cani da tartufo, per vedere quello che gli altri non vedono, ma che le cipolle vogliono mostrare.  Con lui questi bulbi non hanno segreti, lui li tocca, li guarda, li osserva, li taglia, li prende tra le mani e piange perfino per sapere cosa dire agli amici agricoltori che lo seguono da tanti anni. Se il 2020 sarà un anno favorevole per il raccolto, se le piogge aiuteranno a far crescere il granoturco senza usare l’acqua dei canali che costa parecchio oppure quando ci sarà la secca.

Come sarà quest’anno?

Un’annata che sarà soddisfacente per la pioggia. “Febbraio sarà l’inizio di una buona piovosità con un calo a marzo ed aprile – ha commentato l’anziano agricoltore di Chiari – Maggio recupererà il tempo perduto e sarà simile a quello dell’anno passato. Un giugno, luglio, agosto e settembre senza grossi mutamenti che invece ci saranno in ottobre con acqua in abbondanza che andrà ad esaurimento a novembre seguita dal mese di dicembre”.

Un occhio al passato… con l’intervento di Giuliacci

Ma per l’anno scorso qualcuno ha chiesto lumi, hanno chiamato pure per telefono per sapere di maggio e agosto durante i quali è successo il finimondo. “Vero! – ha risposto Beniamino, con la sua calma proverbiale – La colpa non è soltanto mia, ma è di quel giorno di Santa Croce del 3 maggio per il quale la tradizione dice: “Se piove il giorno di Santa Croce, per quaranta giorni sarà acqua, acqua a non finire. E così è stato””.
Per quanto riguarda il mese di agosto è stato un disastro, non solo per le previsioni ma per tutto quello che è successo. Un’apocalisse che ha sconvolto la nostra provincia con il maltempo del 2, del 7 e del 12 agosto che ha interessato in particolar modo a Rudiano e Urago.

Di fronte a questi fenomeni improvvisi, alcune cipolle sono andate in confusione. Ma in confusione a volte ci va anche la meteorologia che si avvale della tecnologia. Questo lo ha sottolineato anche un esperto del settore come Andrea Giuliacci ad un convegno promosso dalla Coldiretti il 17 gennaio a Rocca di Lonato del Garda alla presentazione di Agricoltura e Sostenibilità. Durante l’evento, in un momento di pausa, Giuliacci ha avuto parole di elogio, (senza ironia), per Beniamino, dopo aver saputo il suo “mestiere”.  “Continui pure – ha commentato il noto meteorologo di Mediaset – E se qualche volta la previsione non è azzeccata, non se la prenda, succede spesso anche a noi che abbiamo i satelliti che ci informano in ogni momento. Se sbagliamo noi è ammesso che sbaglino anche le sue cipolle. La colpa non sempre è nostra”».

Il meteo contadino

I cambiamenti climatici e il surriscaldamento del pianeta non sono certamente estranei a questi fenomeni incontrollabili, che finiscono per confondere non solo le cipolle, ma anche la tanto decantata tecnologia. Ognuno è libero di credere a chi vuole, ma i contadini e gli agricoltori sono quelli che non tradiscono mai le tradizioni e sono dalla sua parte, dalla parte di chi da cinquant’anni coltiva, raccoglie e parla con le sue cipolle.  Il “meteo-contadino” ha voluto ricordare che le sue performances sono state portate alla luce e scoperte da ChiariWeek nell’anno 2012 e da allora l’appuntamento annuale per non smentire la tradizione non è mai mancato.  “Tutto questo certamente non lo faccio per denaro – ha spiegato Beniamino – Ma per la soddisfazione di essere interpellato da quel mondo rurale e contadino che crede ancora alle tradizioni e guarda di soppiatto quello che viene dalla tecnologia”.

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