Omicidio Bani

L'appello allo Stato: "Dove si trova l'assassino di mia figlia?"

Tramite il gruppo Rete AlternAttiva di Chiari, i genitori hanno rivolto alcune domande anche al Presidente della Repubblica.

L'appello allo Stato: "Dove si trova l'assassino di mia figlia?"
Cronaca Sebino e Franciacorta, 15 Giugno 2020 ore 18:57

Il dolore della famiglia Bani di Palazzolo.

L'appello allo Stato: "Dove si trova l'assassino di mia figlia?"

"A un anno di distanza dal verdetto della Cassazione, vogliamo sapere dove si trova l'assassino di nostra figlia". A parlare è Giusy Ghilardi, la mamma di Daniela Bani, la giovane madre uccisa nel 2014 dal marito tunisino. E ora, per far sentire la sua voce, tramite il gruppo di Chiari Rete AlternAttiva, guidato dal presidente Omar Legrenzi, e l'avvocato di fiducia Silvia Lancini (esponente locale di Unavi), ha scritto una lettera al Capo dello Stato Sergio Mattarella e al premier Giuseppe Conte. Una domanda semplice: dove si trova Mootaz Chaanbi, il marito della giovane palazzolese condannato a 30 anni di reclusione. "E' stato arrestato a febbraio 2019 in Tunisia dopo quasi cinque anni di latitanza - si legge nella lettera - La pratica per l'estradizione è stata attivata? Lui è ancora detenuto?".

Il comunicato stampa

"I fatti delittuosi, la cronaca nera, le vittime di reati violenti e le rispettive famiglie non possono e non devono rappresentare una fonte alla quale abbeverarsi per soddisfare la sete di notorietà e di consenso che chi fa politica troppe volte antepone ad azioni concrete e puntuali - si legge nel comunicato di Rete AlternAttiva - Bene partecipare e dar lustro a iniziative sui generis, come quella della panchine rosse, ma, allo stesso tempo condanniamo chi ne fa un utilizzo improprio e personalizzato, dimenticandosi dei drammi personali che si celano dietro a quegli eventi di cronaca. Con questa convinzione ci rivolgiamo non solo alle figure che la Legge identifica come responsabili nell’assistere, informare ed aggiornare queste famiglie, ma anche alle più alte cariche dello Stato, con la speranza che possano, attraverso un loro intervento, ricollocare, al di sopra di ogni interesse personale, la correttezza, il senso del dovere e la rettitudine che dovrebbero contraddistinguere ognuno di noi ed in particolare modo chi ricopre cariche pubbliche".

 

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