L'alluce valgo guarisce solo con l'intervento chirurgico

È una patologia molto dolorosa a carico dei piedi. Il dottor Guido Carbone spiega come si cura

L'alluce valgo guarisce solo con l'intervento chirurgico
Cronaca Sebino e Franciacorta, 16 Giugno 2021 ore 08:30

Tra le patologie dell’avanpiede che il dottor Guido Carbone, medico chirurgo ortopedico al lavoro presso la clinica S. Anna di Brescia, si ritrova a curare sempre più spesso c’è senza dubbio l’alluce valgo, problema che, contrariamente a quanto si pensa, non si verifica solo in pazienti di una certa età, ma anche giovani e, prevalentemente, donne.

L'alluce valgo colpisce soprattutto le donne, anche giovani 

«E’ vero - conferma il chirurgo ortopedico - l’alluce valgo, complice una predisposizione personale, può insorgere anche in pazienti giovani. A esserne colpite sono anche le ragazze in età adolescenziale in relazione a deformità del piede come il piede piatto. Per quanto riguarda le terapie, si comincia con tutori e fisioterapie unite a plantari che, però, possono solo ritardare l’evoluzione della patologia, non fermarla. L’unica strada per guarire definitivamente, pertanto, resta quella dell’intervento chirurgico che può essere eseguito con tecniche differenti».

Cos’è l’alluce valgo?

Si tratta di una patologia molto dolorosa a carico dei piedi: «Consiste in una deviazione all'esterno del 1° dito del piede, cioè l’alluce, associata a una tumefazione spesso dolorosa in corrispondenza della testa del primo osso metatarsale. Quest’ultima di solito viene chiamata cipolla per via della sua forma. Si tratta di una forma di borsite, cioè di infiammazione da sfregamento con la calzatura. Spesso tale patologia si inserisce in un quadro di alterazioni della meccanica del piede più ampio con interessamento anche delle altre dita, del meso piede e del retropiede. Quindi studiare la deformità dell’alluce valgo non prescinde una attenta valutazione della meccanica del piede in toto e da una correzione di tutte le alterazioni presenti».

Quali sono le cause della patologia?

«Sono molteplici, di tipo anatomo-funzionale. Le calzature con tacco alto a punta possono influenzare l’alluce valgo ma NON causarlo. Molte donne che non fanno uso di queste scarpe sviluppano lo stesso tale patologia (quindi, il mio consiglio per tutte le signore è quello di continuare a indossare tranquillamente le proprie scarpe preferite). Esiste, inoltre, una evidente predisposizione ereditaria nell’insorgenza della malattia».

Come si manifestano i sintomi?

«Variano a seconda della gravità della forma. Si può passare da un quadro clinico senza sintomi significativi fino al persistere della tumefazione con dolore da infiammazione della già citata “cipolla” metatarsale. Chi soffre della malattia può andare incontro a difficoltà nell’indossare calzature che spesso si deformano nel tempo».

Esiste una terapia?

«Sì, ma è necessario distinguere i trattamenti non chirurgici da quelli chirurgici. La gamma è molto ampia. I trattamenti non chirurgici sono quelli che definiamo conservativi. Essi prevedono il ricorso a tutori di vari materiali utili per separare il primo dito dalle altre dita del piede. Le calzature devono essere comode e occorre effettuare esercizi di ginnastica posturale in abbinamento all’utilizzo di plantari ortopedici. Quando però questi trattamenti non sono più sufficienti a correggere la situazione allora diventa necessario ricorrere alla chirurgia. Tengo a precisare che la deformità estetica che preoccupa la paziente non corrisponde all’obiettivo del chirurgo. Per quest’ultimo, infatti, a essere fondamentale è la correzione della congruenza delle superfici articolari fra 1° metatarso e falange».

Quali tecniche può adottare il chirurgo per l’operazione?

«Esistono numerose tecniche che consentono di correggere la deviazione del primo dito del piede. Quelle definite tradizionali utilizzano delle incisioni chirurgiche tramite le quali si possono effettuare le correzioni ossee che poi vengono stabilizzate attraverso fili di metallo, viti, placche o cambre con risultati ottimi dal punto di vista funzionale».

Può descriverci le metodiche mini-invasive? 

«Si tratta di tecniche che consentono, attraverso alcune mini incisioni, di portare a termine buone correzioni delle deformità senza danneggiare i tessuti circostanti. Rappresentano un valido aiuto per il chirurgo del piede il cui obiettivo non sia solo quello di soddisfare le esigenze funzionali ma anche quelle estetiche del paziente. L’intervento chirurgico con metodica mini-invasiva riduce i tempi di recupero funzionale, attenua il dolore post-operatorio e permette di camminare il giorno stesso dell'intervento. Il recupero completo della funzionalità del piede, svolgendo le proprie attività, avviene in tempi più rapidi rispetto alle operazioni eseguite con tecniche tradizionali».

Cosa accade dopo l’intervento?

«Dopo il trattamento correttivo chirurgico il piede rimane gonfio (in alcuni casi anche per 40 giorni): non spaventiamoci! La riabilitazione del post operatorio e molto importante. Recuperare il movimento delle dita consente di poter tornare a indossare calzature senza limitazioni. Se nel tempo si ripresenta un accenno ulteriore al valgismo le cause possono essere ricercate in abitudini scorrette, aumenti di peso, malattie sistemiche come artrite reumatoide, lassità strutturali e cedimenti parafisiologici dei tessuti osteoarticolari.
Per questo eseguire piccoli esercizi di mantenimento del tono muscolare del piede e degli arti inferiori riduce drasticamente questa possibilità, ridonando bellezza ed eleganza al motore del nostro cammino: il piede stesso!».

Alluce valgo in provincia di Brescia: a chi rivolgersi?

In caso di dolori ai piedi e alle loro articolazioni, in provincia di Brescia è possibile rivolgersi al dottor Guido Carbone, medico chirurgo ortopedico, specializzato nelle innovative terapie mini-invasive. Ogni giorno al servizio dei pazienti all’Istituto Sant’Anna, al Poliambulatorio San Matteo, al Poliambulatorio San Gregorio di Cologne e, infine, a Travagliato nel suo studio privato. Per informazioni al telefono contattare il numero 335.6635217.

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