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L'allarme di Greenpeace sull'acqua potabile

L'allarme di Greenpeace sull'acqua potabile
Cronaca 09 Maggio 2017 ore 17:41

Greenpeace lancia l'allarme. E pubblica un grafico in cui evidenzia come i livelli di Pfas nei nostri acquedotti sia molto alto. Forse troppo. Ecco il comunicato dell'Ong:

"Se in Veneto venissero applicati gli stessi limiti (ovvero livelli di sicurezza) di PFAS nelle acque potabili, adottati in altre nazioni, in molti comuni la fornitura d’acqua potabile verrebbe immediatamente sospesa.

Il grafico mostra il confronto tra i livelli di sicurezza relativi alla presenza di alcuni PFAS (PFOA e PFOS) nelle acque potabili, stabiliti in Veneto, con quelli adottati in altri Paesi.

Negli Stati Uniti (Ohio-West Virginia) si è verificato un caso simile a quello Veneto. Ma qui le aziende responsabili sono state già condannate a risarcire le vittime dell’inquinamento.

Di fronte ad un inquinamento così grave, che interessa un bene vitale come l’acqua potabile, i cittadini hanno il diritto alla massima trasparenza delle informazioni.

Solo dopo un’istanza pubblica presentata alla Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, siamo riusciti ad ottenere l’accesso agli atti e ai dati sulla presenza di PFAS nell’acqua potabile nei singoli comuni appartenenti a cinque ULSS Venete.

Vogliamo dare a tutti la possibilità di consultare questi dati.

Per questo, abbiamo realizzato un grafico interattivo che permette di conoscere la concentrazione di PFAS nell’acqua potabile in oltre 90 comuni veneti, confrontandola con quella dei centri abitati limitrofi e soprattutto con i limiti di sicurezza di altri Paesi: Stati Uniti e Svezia, dove i livelli tollerati di PFAS sono molto al di sotto di quelli veneti.

I dati relativi al 2016, dimostrano che più di 130 mila cittadini veneti, hanno ricevuto nell’ultimo anno acqua potabile che negli Stati Uniti non è considerata sicura per la salute umana. Il numero sale a circa 200 mila abitanti se questi valori vengono confrontati con i livelli di sicurezza adottati in Svezia".


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