Laboratorio cinese con 10 lavoratori in nero di cui 7 clandestini ad Acquafredda

Uomini e donne irregolari dormivano nel laboratorio sopra gli scatoloni o i pellet.

Laboratorio cinese con 10 lavoratori in nero di cui 7 clandestini ad Acquafredda
Montichiari, 25 Ottobre 2018 ore 09:19

Ancora lavoratori in in nero, pessime condizioni igenico-sanitarie e varie norme non rispettate in un laboratorio cinese.

La scoperta è stata fatta dalla Guardia di finanza di Desenzano in un laboratorio di Acquafredda nell’ambito di vari controlli inerenti la sicurezza e la tutela dei lavoratori.

Lavoratori in nero e clandestini

I controlli della Guardia di finanza sono arrivati ad un’azienda operante nel settore del confezionamento di articoli di abbigliamento riconducibile a un cittadino cinese.

Nell’impresa di Acquafredda lavoravano dieci lavoratori in nero di cui sette erano privi di documentazione e dunque clandestini in Italia. La loro “casa”, peraltro, era costituita dal laboratorio dell’azienda in cui, infatti, sono stati rinvenuti alcuni materassi adagiati su pallets in legno e diversi posti letto ricavati, tra scatolame vario, nel garage dell’abitazione adiacente.

Espulsioni dall’Italia

In coordinamento con la Questura di Brescia sono state espulse dal territorio nazionale tre donne e sono stati notificati inviti all’espulsione per gli altri 4 soggetti.

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Condizioni igienico-sanitarie

A ciò si aggiunge che le pessime condizioni igienico-sanitarie riscontrate sul posto di lavoro e la mancata adozione degli accorgimenti previsti in materia di sicurezza, hanno determinato, da parte delle Fiamme Gialle, l’inoltro di una specifica segnalazione all’Ats di Brescia, che ha provveduto ad inviare sul posto proprio personale per gli approfondimenti di competenza. All’esito di quest’ultima attività, ricorrendone i presupposti, potrà essere avanzata dall’Ats una proposta di ordinanza di sospensione dell’attività al sindaco di Acquafredda.

Le conseguenze per il titolare

Il rappresentate legale dell’azienda è stato, conseguentemente, segnalato alla Procura della Repubblica di Brescia per aver impiegato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, comportamento sanzionabile con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5mila euro per ogni lavoratore impiegato.

Sul versante amministrativo, invece, all’impresa verrà applicata la “maxi sanzione” prevista dalla normativa vigente che oscilla da un minimo di mille e 500 euro ad un massimo di 36mila euro per ogni lavoratore irregolare impiegato.

L’attività della Guardia di finanza verrà inoltre sviluppata anche sul piano fiscale, con gli ulteriori accertamenti che
verranno sviluppati dalla Guardia di Finanza di Desenzano e finalizzati al recupero delle imposte sui redditi e dei contributi previdenziali ed assistenziali non versati a danno dello Stato e degli stessi lavoratori.

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