La torrefazione di famiglia è pronta a spegnere 50 candeline

La torrefazione di famiglia è pronta a spegnere 50 candeline
24 Ottobre 2016 ore 16:06

Lavorare sulla qualità e non sulla quantità. Questa la filosofia che muove tutt’ora il figlio, ora 63enne, Vincenzo Bosio che con la moglie Bruna Ghiotto lavora alacremente per portare avanti la tradizione di famiglia e poter garantire ai suoi affezionati clienti la miglior qualità dei prodotti. Instancabile, Bosio ha continuato a lavorare senza sosta anche dopo che, a 39 anni, si è dovuto sottoporre ad un delicato intervento di sostituzione della valvola aortica «la volontà degli artigiani è questa – ha spiegato Bosio – è una tradizione di famiglia ma purtroppo mio figlio lavora altrove e non la porterà avanti».

L’attività di famiglia è stata fondamentale anche quando nel 2000 Vincenzo e Bruna hanno perso il figlio appena iscritto all’università e grande appasionato di informatica. L’affetto dei clienti, diventati per loro come una seconda famiglia, il loro sincero conforto sono stati la chiave per riuscire, almeno in parte a superare la tragedia che li ha colpiti. In tanti infatti sono gli affezionati del «Moka Caravel» che attira molta clientela anche e soprattutto dai paesi limitrofi.  

In loro i clienti riconoscono e apprezzano la qualità del caffè ottenuta «tostando poco ma più spesso – come ha spiegato Bosio – e la ricercatezza nelle confezioni dei prodotti» opera della moglie che impiega tutta la sua raffinatezza nel combinare carte, fiori e decorazioni, anche su richiesta. Ma per le miscele bisogna chiedere di Vincenzo: 4-5 quelle disponibili a seconda della percentuale di arabica, che garantisce la miglior qualità, e di robusta. Ormai i clienti si fidano della sua esperienza


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