È ufficiale. La “Si può fare band” lascia Verolanuova per trasferirsi in pianta stabile a Manerbio con una nuova sede. La struttura sorgerà in via Padre Giovanni Piamarta su un’area di 7.380 metri quadrati, con una superficie coperta di 1.700 metri.
“Una realtà starordinaria”
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“Si può fare band è una realtà straordinaria. Sono un gruppo di ragazzi con disabilità che attraverso la musica hanno dimostrato quanto siano grandi le loro capacità quando viene data loro la possibilità di esprimerle – ha commentato Maria Gobbi, vice presidente della Fondazione “Renato e Damiana Abrami” annunciando il progetto – Come Fondazione abbiamo cercato di fare in modo che la musica come strumento di inclusione possa avere un suo luogo nel quale esprimersi al meglio. Noi crediamo che l’inclusione non debba rimanere una bella parola ma si possa trasformare in spazi e possibilità: di fare musica ma anche di incontrarsi e costruire relazioni. Crediamo che da Manerbio possa partire qualcosa d’iportante, Si può fare non è solo il nome della band , ma è un messaggio: non fermarsi davanti a nulla ma cercare ogni giorno nuove opportunità, speriamo che questa nuova struttura lo sia davvero per tutta la comunità”.
Centro socio assistenziale Renato Abrami
Alla presentazione del progetto, avvenuta a Breda Libera, frazione di Verolanuova, martedì 13, nello studio dell’architetto Luigi Marco Fontana entusiasta progettista della sede, di Fulvia Abrami , presidente della Fondazione, Franco Gobbi, curatore della Fondazione, Maria Gobbi, Paolo Vittorielli, sindaco di Manerbio, e Davide Zubani, presidente dell’associazione Si può fare aps. Il centro sarà denominato “Centro socio assistenziale per disabili Renato Abrami”, e sarà dedicato al marito di Fulvia: il Centro socio sanitario polifunzionale di Desenzano era già stato dedicato alla figlia Damiana.
“Dopo un anno e mezzo di trattative e disguidi siamo finalmente pronti a partire – ha continuato Franco Gobbi – domani, mercoledì 14, abbiamo l’atto d’acquisto, entro fine anno inizieremo i lavori”.
Entusiasta il sindaco Paolo Vittorielli.
“Questa è un’occasione incredibile, la finalità è fantastica, che riesce a incidere in una maniera così profonda sul tessuto sociale del territorio. Sono quelle occasioni che cadono dal cielo quasi come un miracolo. Non posso che esprimere tutta la mia gratitudine nei confronti della Fondazione, perché regala non solo a Manerbio ma a un territorio molto più vasto un’occasione per gestire situazioni che ogni giorno vediamo e siamo tenuti ad affrontare, poi non posso che ringraziare la Si può fare band per quello che ha creato: una realtà che è partita da qualcosa di piccoloissimo che si sta evolvendo in una maniera esponenziale”.
Naturalmente il presidente Zubani è entusiasta:
“Stiamo facendo la storia, sicuramente di Si può fare, ma anche dell’assistenza a persone con disabilità e alle loro famiglie. Grazie alla Fondazione che con lungimiranza e fiducia ha riposto in questo progetto una visione condivisa. Abbiamo un messaggio nel cuore: quello dell’inclusione che passa attraverso il canale dell’esperienza, dell’inclusione che deve saper cogliere famiglie intere, non solo la persona con disabilità, ma la famiglia ed dell’inclusione che deve essere vista non come un servizio da erogare, noi abbiamo sempre reso il nostro ente gratuito per le famiglie”.
Questa sede non sarà solo un luogo di accoglienza dove suonare, ma qualcosa di molto più complesso: sarà la base per un progetto di vita vero e proprio. infatti sono prevsit tre corpi: uno dedicato alla musica, uno alle attività laboratoriali e uno alla vita indipendente. La sinergia tra la Fondazione Renato e Damiana Abrami ets e l’associazione Si può fare aps sta portando sul territorio una grandissima risorsa per le persone con disabilità, le loro famiglie e per la comunità intera.