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La sala parto dell’ospedale resta chiusa, ma i progetti per il presidio sono milionari

A fare il punto sulla situazione il direttore dell’Asst Franciacorta Mauro Borelli in una conferenza con il sindaco.

La sala parto dell’ospedale resta chiusa, ma i progetti per il presidio sono milionari
Sebino e Franciacorta, 23 Luglio 2020 ore 17:27

La sala parto dell’ospedale di Iseo resta chiusa. Almeno fino alla fine dell’emergenza Covid e in attesa di capire se verrà autorizzata una deroga al Decreto ministeriale 70, che stabilisce la soglia dei 500 parti all’anno per mantenere attivo il servizio all’interno di un ospedale, o lo stesso sarà modificato. Per il presidio di Iseo, però, si prospetta un futuro che punta al rilancio dei servizi, secondo un progetto milionario illustrato dallo stesso direttore generale di Asst Franciacorta durante una conferenza con il sindaco di Iseo Marco Ghitti e il Comitato Pro Ospedale.

La sala parto dell’ospedale resta chiusa

“L’ospedale di Iseo è Covid free per mia espressa volontà – ha spiegato il direttore generale Mauro Borelli dopo aver fatto un quadro della situazione durante lo tsunami del Coronavirus – Se arriva un paziente con sintomi gli viene fatto il tampone e, se è positivo, viene trasferito a Chiari. Ci stiamo preparando per affrontare un’eventuale nuova ondata nella stagione invernale. In una possibile nuova regia Covid non possiamo arrivare ad avere tutti i reparti riconvertiti e occupati da pazienti positivi al virus”.

Il direttore generale Borelli ha ribadito che l’ospedale di Iseo non chiuderà, anzi, tutt’altro. “La sala parto è chiusa dall’inizio dell’emergenza e resterà chiusa, ma abbiamo in programma di investire 980mila euro per l’adeguamento strutturale dell’edificio Trifoglio, tre milioni di euro per la nuova radiologia e abbiamo chiesto circa 9,5 milioni di euro a Regione e Ministero per interventi di adeguamento Covid”.

Per quanto concerne il punto nascite, il direttore generale ha ricordato il Decreto ministeriale numero 70, che fissa una soglia di 500 parti per permettere a un ospedale di continuare a garantire il servizio. Nel 2020 (fino all’8 marzo) sono nati 90 bambini a Iseo, nel 2019 440. Non a sufficienza per tenere aperta la sala parto, a meno che non venga concessa una deroga o non sia modificato il Dm70.

“Non ho le forze in termini di personale e di finanze per tenere aperta una sala parto sicura per la puerpera, il bambino e chi opera – ha spiegato Borelli – Al momento viene garantito il percorso fino alla nascita e una volta partorito a Chiari o in qualsiasi altra struttura a Iseo c’è la Pediatria”. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia resta attivo per interventi ed emergenze, ma non per i parti dunque.

I progetti milionari per il rilancio del presidio

L’idea inoltre è di potenziare i reparti aumentando i posti per i subacuti, oppure creando due reparti di chirurgia per separare le donne dagli uomini. “Questa seconda strada è quella che vorrei percorrere, ma anche in questo caso ho bisogno di un’iniezione di medici e personale – ha spiegato Borelli – Ho chiesto anche fondi per avere un Pronto soccorso raddoppiato, per portare le sale operatorie al piano inferiore e averne dalle tre alle cinque operative, e infine avere tre posti di terapia subintensiva”.

I servizi ambulatoriali a Iseo partiranno, come negli altri presidi dell’Asst Franciacorta, step by step. Il piano di riapertura dopo il lockdown è descritto in 450 pagine e da settembre verranno impiegati circa 90mila euro per l’abbattimento delle liste d’attesa. “Con i nuovi protocolli Covid per una visita ci vuole più del doppio di prima – ha concluso il direttore generale – Per abbattere le liste d’attesa apriremo il sabato e prolungheremo gli orari la sera e al mattino anticiperemo l’apertura. Siamo vincolati a strutture datate, ma finché non ci sarà un vaccino dobbiamo imparare a convivere con il Covid. Il mio tentativo è di salvaguardare l’ospedale di iseo, che fa da cerniera tra Valle e città. Sto cercando di dare al presidio una configurazione finale per i prossimi vent’anni, in modo che possa andare avanti con le sue gambe”.

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