Cronaca
Orzinuovi

La Rocca San Giorgio adesso è senza barriere architettoniche

Finalmente l'edificio storico è accessibile a tutti.

La Rocca San Giorgio adesso è senza barriere architettoniche
Cronaca Bassa, 12 Giugno 2022 ore 11:19

Una Rocca senza barriere, in tutti i sensi, consegnata alla comunità: abbattuti quegli ostacoli d’intralcio alla fragilità.

Alla Rocca abbattute le barriere architettoniche

Opera della Cooperativa La Nuvola ma anche di Amministrazione comunale, volontari e associazioni, che hanno voluto rendere il castello accessibile a tutti e abbattere le barriere architettoniche.
E l’inaugurazione della mostra «IlSantoIlMattoIlFiume» era davvero aperta a tutti. Per la soddisfazione di Rosangela Donzelli, presidente della cooperativa La Nuvola, che opera in tutta la Bassa, e non solo, per i disabili il sogno di inclusività è diventato realtà. Recentemente l’associazione ha festeggiato i trent’anni (più uno) di attività nella bellissima e suggestiva cornice del castello della Rocca San Giorgio, maniero antico che però non è mai stato adeguato a misura di disabile: scalini e non pedane non hanno reso possibile l’accesso a tutti.

«Domenica all’interno della Rocca è stato ospitato l'ultimo dei seminari che trattava di arte e ha visto come protagonisti Piero Almeloni da un lato, come artista e gestore del laboratorio Lam, e dall’altro Elena Mochetti anche lei compagna d’arte che ci ha guidati nel percorso di formazione e che ha messo a disposizione la mostra - ha spiegato la presidente - In occasione di quest’ultimo appuntamento domenica abbiamo inaugurato le nuove pedane per i disabili, insieme alla cittadinanza, alle autorità, all’Amministrazione e agli iscritti alla nostra cooperativa».

Ma prima di arrivare al tassello finale è necessario fare un passo indietro.

«Con il nostro ultimo progetto “IlSantoIlMattoIlFiume” abbiamo messo a regime il sistema del castello: la Rocca è un luogo pubblico che però durante la pandemia nessuno ha utilizzato - ha proseguito la Donzelli - Noi siamo arrivati a inizio aprile per allestire tutto e ci siamo resi conto che l’edificio aveva bisogno sia di manutenzioni ordinarie che straordinarie. Abbiamo immediatamente proceduto con le prime, attivandoci con le pulizie di tutta l’area e poi siamo passati a un altro tipo di manutenzione: sistemato l’impianto elettrico ormai in disuso con investimenti propri e poi via con i serramenti di porte e finestre, grazie all’aiuto di esperti di Pompiano e Quinzano, quali elettricisti, falegnami e artigiani. Ci sono state anche altre due operazioni importanti: il rifacimento della scala d’accesso alla Rocca, composta interamente in legno che con il tempo si è deteriorato. In accordo con l’Amministrazione comunale e con gli Alpini, che si sono offerti di darci una grossa mano, tutti insieme abbiamo recuperato il salvabile e rifatto tutto il rivestimento, poi anche il lato destro, la rampa che serve ai disabili».

L'edificio ora è accessibile a tutti

Una volta all’interno del castello però, ci si è accorti che, per essere una mostra che punta a sostenere i più fragili, le barriere architettoniche erano un controsenso.
«Il castello non sarebbe stato accessibile per chi ha delle difficoltà - ha affermato la Donzelli - Un ascensore c’è ma solo per accedere al piano superiore, per entrare nelle altre sale bisogna salire degli scalini. Grazie alla volontà di tutto il nostro Consiglio d’Amministrazione siamo riusciti ad avere un contratto di oltre 35mila euro per ottenere tre montascale. Una scelta forte in tempi rapidissimi che abbiamo fatto congiuntamente all’Amministrazione, grazie alla sensibilità dell’Amministrazione, con l’assessore al Bilancio Federica Epis, che ha insistito, e l’assessore al Patrimonio Luca Bulla, che ha seguito tutti i lavori. Non da meno il vicesindaco con delega ai Servizi sociali Laura Magli, l’assessore alla Cultura Carlo Lombardi, il sindaco Gianpietro Maffoni e tutta l’Amministrazione. Ognuno di noi ha messo una parte e una volta raggiunto l’accordo l’Amministrazione è riuscita a deliberare tutto in una settimana per consentirci di intervenire su un bene pubblico e concorrere fino al 50% costo».

Finalmente e dopo anni, le barriere sono state abbattute.

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