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La Rocca di Solferino si illumina di rosso in onore di Dunant

Oggi sabato 8 maggio è il 193° anniversario della nascita del fondatore di Croce Rossa, Henry Dunant

La Rocca di Solferino si illumina di rosso in onore di Dunant
Cronaca Garda, 08 Maggio 2021 ore 12:39

Questa sera, 8 maggio, in occasione del 193° anniversario della nascita del fondatore di Croce Rossa, Henry Dunant, la Rocca di Solferino e la statua dedicata a Dunant accanto al Museo, verranno illuminate di rosso.

Croce Rossa

Il Presidente di Croce Rossa, Rocca, ha suggerito, per ogni città, di illuminare i monumenti più rappresentativi di rosso, per ricordare Dunant: così la Spia d’Italia di Solferino questa sera splenderà di rosso, in collaborazione con Croce Rossa Italiana - Comitato di Solferino ed anche la statua di Dunants'illuminerà di rosso, su iniziativa della Società Solferino e San Martino. Il monumento ad Henry Dunant si trova di fronte al Museo di Solferino; nel parco vicino alla Rocca invece è possibile visitare il Memoriale della Croce Rossa, inaugurato un secolo dopo la battaglia. Per la visita ai siti museali di Solferino e San Martino il sabato e la domenica è necessaria la prenotazione alla mail: prenotazioni@solferinoesanmartino.it o per telefono: 030 9910370 (San Martino) e 0376 854019 (Solferino).

Henry Dunant

«Il sole del 25 illuminò uno degli spettacoli i più spaventevoli che si possano presentare all’immaginazione. Il campo di battaglia è in ogni parte coperto di cadaveri d’uomini e di cavalli; le strade, i fossati, gli avvallamenti, le macchie, i prati sono cosparsi di corpi morti, e gli accessi di Solferino ne sono letteralmente coperti. I campi sono devastati, i frumenti e il granoturco sono calpesti, le siepi rovesciate, saccheggiati i frutteti, di tratto in tratto s’incontrano pozze di sangue. I villaggi sono deserti, e portan le tracce del guasto della fucilata, dei razzi, delle bombe, delle granate e degli obici; i muri sono squassati e bucati dalle palle di cannone che vi hanno aperte larghe brecce; le case sono foracchiate, piene di screpolature, deteriorate abitanti che han passato quasi ventiquattro ore nascosti e rifugiati nelle loro cantine, senza lume e senza vitto, cominciano ad uscire, e il loro aspetto di stupore attesta il lungo spavento ch’essi han provato. Ne’ dintorni di Solferino, soprattutto nel cimitero di questo villaggio, il suolo è coperto di fucili, di zaini, di giberne, di gamelle, di sciacò, di elmi, di képys, di berretti da strapazzo, di cinturoni, infine d’ogni maniera d’oggetti d’equipaggiamento, e persino di squarci di vesti imbrattati di sangue, come pure di mucchi d’armi spezzate». Henry Dunant, Un Souvenir de Solferino, versione italiana di Luigi Zanetti, Milano, Guglielmini, 1863.

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