la polemica scaturita da iseo

La mozione pro vita divide sull’aborto: sostegno alle nascite o diritto negato?

La questione è scaturita a seguito dell'approvazione in Consiglio da parte di otto Comuni, tra cui Iseo.

La mozione pro vita divide sull’aborto: sostegno alle nascite o diritto negato?
Sebino e Franciacorta, 08 Ottobre 2020 ore 17:52

Sostegno alla vita nascente o limitazione di una libertà conquistata a suon di battaglie dalle donne? Il sostegno al progetto Gemma e alla rete degli Amministratori per la famiglia da parte del Comune di Iseo e di altri sette paesi bresciani (cui a breve dovrebbero aggiungersene altri quattro) sta facendo discutere e sta spaccando l’opinione pubblica.

La mozione pro vita divide sull’aborto

Da una parte chi decide di mettere in campo azioni a sostegno (anche economico) dei Centri di auto alla vita e delle donne che, dopo aver deciso di interrompere volontariamente la gravidanza, scelgono di non abortire. Dall’altra coloro che ritengono si stia tornando indietro di cinquant’anni e che queste iniziative vadano in conflitto con la legge 194 del 1978.

“Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio – si legge all’articolo 1 della legge 194 – L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite”.

Stando ai dati citati dalla rete degli Amministratori per la famiglia, molte donne che optano per interrompere la gravidanza sarebbero “costrette” da motivi economici e dal fatto di non poter mantenere un figlio. Sicuramente si tratta di una scelta, oltre che di un diritto, personale e molto delicata, difficile da prendere e dettata da più di una motivazione.

Le due posizioni

Per i Comuni come Iseo, che in Consiglio comunale ha approvato la mozione di Sostegno alla vita nascente, alla quale la minoranza si è rifiutata di votare, si tratta di dare una scelta in più a quelle donne che si trovano in difficoltà economica e decidono per questo motivo di interrompere la gravidanza. Per altri invece si tratta di dare un bonus a una donna (in pratica di pagarla) affinché questa cambi idea sull’aborto, ovvero rinunci a un suo diritto.

Iseo, nel cui presidio ospedaliero sono presenti storicamente solo ginecologi obiettori di coscienza, non è il solo ad aver approvato in Consiglio la mozione pro vita. I primi in provincia di Brescia sono stati Marone, Prevalle, Flero, Cazzago San Martino, Castel Mella, Bagnolo Mella e Ghedi. Maclodio, Orzinuovi e Montirone saranno i prossimi. Anche Palazzolo il gruppo di minoranza dei Mos aveva proposto la stessa cosa in Consiglio, ma la maggioranza aveva bocciato la mozione.

Si può essere a favore o a sfavore dell’aborto per vari motivi, non da ultimi quelli religiosi, ma un diritto è un diritto e, come hanno ribadito anche a Iseo, “la 194 non si tocca”.

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