Cronaca
lago d'iseo

La frana finisce in Parlamento e il Sebino studia una nuova strategia per risollevare il turismo

L'aggregazione dei Comuni del G16 si è unita intorno alla criticità ambientale del monte Saresano.

La frana finisce in Parlamento e il Sebino studia una nuova strategia per risollevare il turismo
Cronaca Sebino e Franciacorta, 15 Aprile 2021 ore 17:27

L’aggregazione dei Comuni del lago sta facendo fronte comune per cercare di portare agli occhi e alle orecchie del Governo centrale le criticità generate dalla frana del monte Saresano, che non interessa solo Tavernola Bergamasca, Vigolo e Parzanica, ma l’intero Sebino. E mentre da un lato si muove verso l’audizione alle Commissioni congiunte della Difesa e dell’Ambiente della Camera dei Deputati, dall’altro si cercano nuove strategie per promuovere il turismo, gravemente influenzato dalle notizie circa l’accelerazione della frana comparse perfino sulla stampa estera.

La frana finisce in Parlamento

«È con profonda attenzione e partecipazione che il G16 (l’aggregazione dei Comuni del lago d’Iseo, ndr) ha seguito gli eventi relativi al movimento franoso del monte Saresano e ha apprezzato il grande sforzo organizzativo messo in campo da Regione, Province di Bergamo e Brescia, Comunità montane del Sebino bresciano e dei Laghi bergamaschi, Autorità di bacino e Prefetture che, unitamente agli enti comunali, hanno affrontato in queste settimane le criticità che si sono verificate a Tavernola Bergamasca - ha fatto sapere il G16 coordinato da Nicola Macario, a seguito della riunione di domenica - Da subito è parso chiaro a tutti che il fenomeno franoso non riguarda solo Tavernola o qualche Comune della contrapposta sponda bresciana, ma è una criticità ambientale di tutto il lago. Per questo auspichiamo che la fase nella quale sono state adottate le prime azioni, quali l’ampliamento del monitoraggio del fenomeno franoso e la definizione dei gradi di pericolosità e di rischio e conseguente il piano di evacuazione, nonché l’affidamento dell’analisi dei dati alle Università di Bologna e Firenze, possa addivenire a delle proposte d’intervento atte a contenere e ridurre il più possibile il rischio che da decenni incombe sul nostro lago».

Fronte comune del G16

L’obiettivo dell’aggregazione dei Comuni è mantenere attivo un tavolo di lavoro e di condivisione dei dati, con lo sguardo puntato al futuro del territorio e la massima attenzione per il fenomeno registrato a Tavernola.

«Questo tavolo, al quale diamo la piena disponibilità a partecipare, dovrebbe avere anche il compito di promuovere una costante e coordinata informazione nei riguardi della popolazione ed operatori economici fornendo dati certi e condivisi - hanno spiegato - A questo proposito si rilevano dati rassicuranti (2 millimetri al giorno) che consentono di tenere il livello di allarme al grado “bianco”, valido per movimenti fino a 10 millimetri giornalieri. Una situazione che garantisce a tutti, residenti e turisti, la possibilità di fruire del territorio in piena sicurezza».

Nonostante la situazione si sia stabilizzata, gli enti locali stanno mantenendo ai massimi livelli l’attenzione delle istituzioni regionali e statali sul problema. A seguito di interpellanze bipartisan, infatti, si sta concretizzando la possibilità di una audizione da parte dalle Commissioni congiunte Difesa e Ambiente della Camera dei Deputati, al fine di richiedere che vengano stanziate con urgenza adeguate risorse per la realizzazione di un progetto di messa in sicurezza definitiva del monte Saresano attraverso la stabilizzazione dell’area o, quantomeno, la rimozione controllata dei materiali franosi.

Il Sebino studia una nuova strategia per risollevare il turismo

Sul fronte del turismo, invece, negativamente colpito dall’emergenza frana, il G16 si sta adoperando «per definire, insieme all’associazione Visit Lake Iseo, una strategia di informazione e di promozione del Sebino che sappia raggiungere e contrastare le notizie, a volte diffuse in modo allarmistico, che purtroppo hanno causato numerose cancellazioni di soggiorni presso le strutture ricettive del territorio, anche dall’estero». Questo cammino vedrà il coinvolgimento anche degli enti territoriali quali l’Assessorato al Turismo di Regione e le due Province.
Nel frattempo i paesi rivieraschi si attiveranno per far approvare, entro la fine del mese, nei rispettivi Consigli comunali e in quelli dei paesi limitrofi (Franciacorta e bassa Vallecamonica), oltre che nelle assemblee delle Comunità montane e nelle sedute consiliari delle due Province, un atto deliberativo che sottolinei le negatività ambientali derivanti da un’attività estrattiva sviluppatasi senza i necessari contrappesi o attenzioni.

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