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La Corte dei Conti indaga sull’alienazione di via Castello a Clusane

A scrivere alla Corte dei Conti era stato, nel 2017, l'allora gruppo di minoranza Iseo Civica.

La Corte dei Conti indaga sull’alienazione di via Castello a Clusane
Sebino e Franciacorta, 07 Agosto 2020 ore 09:26

Sono passati quasi tre anni, ma la lettera inviata alla Corte dei Conti dall’ex gruppo di minoranza Iseo Civica circa la sdemanializzazione e la successiva alienazione di via Castello a Clusane ha fatto muovere l’organo di rilevanza costituzionale che svolge funzioni di controllo nelle materie di contabilità pubblica.

La Corte dei Conti indaga sull’alienazione di via Castello a Clusane

La sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia della Procura della Corte dei Conti ha infatti inviato al Comune un decreto di acquisizione documenti per vederci chiaro sulla regolarità degli atti compiuti dalla precedente Amministrazione circa la sdemanializzazione e l’alienazione di due tratti di via Castello a Clusane, antica strada di collegamento fra il Castello del Carmagnola e il borgo storico che affaccia sul lago.

La vicenda risale al 2017

In sede del Consiglio comunale svoltosi a fine settembre di quell’anno, la maggioranza allora guidata dal sindaco Riccardo Venchiarutti aveva deliberato a favore dell’alienazione, trovando nelle minoranze di Iseo Civica e Iseo Anch’io un fronte di opposizione.

“Le strade pubbliche non si vendono, né tanto meno si svendono”, aveva sottolineato l’allora consigliere di minoranza (oggi assessore alle Frazioni) Pierangelo Marini, riferendosi al fatto che l’Amministrazione aveva in programma di avviare una trattativa privata con il proprietario del ristorante Rosmunda, antistante via Castello, per 40mila euro.

“La maggioranza ha approvato prima la sdemanializzazione e poi l’inserimento nel piano delle alienazioni perché convinta che “ciò non pregiudica l’interesse della collettività in virtù dell’impossibilità del transito veicolare (data l’esigua sezione) e del fatto che il primo tratto è ad esclusivo accesso al Castello privato e senza uscita, mentre il secondo è ubicato tra la proprietà Bosio, che di fatto già lo usa come passaggio per l’attività alberghiera” – aveva sottolineato l’allora consigliera di Iseo Civica Mariangela Premoli, oggi assessore ai Servizi sociali – Secondo noi è una gran perdita. Da via Castello si può godere il lago da un punto panoramico di enorme pregio paesaggistico ambientale, e questo non ha prezzo”.

Iseo Civica aveva scritto alla Corte dei Conti per chiedere verifiche

La Giunta Venchiarutti era rimasta granitica sulle sue posizioni e aveva deliberato a favore dell’inserimento della strada nel piano delle alienazioni. Per tutta risposta i consiglieri di Iseo Civica (Marini, Premoli e Gabriele Gatti) avevano scritto alla Corte dei Conti chiedendo di verificare se, con la vendita dei due tratti di via Castello “di inestimabile valore storico paesaggistico”, si ravvisasse un danno al patrimonio storico-culturale della comunità iseana.

Sono passati circa tre anni ed ecco che la Procura regionale della Corte di Conti ha scritto al Comune per acquisire i documenti relativi alla sdemanializzazione e all’alienazione di via Castello, sulla quale è stato aperto un fascicolo istruttorio per ricostruire la vicenda e valutare eventuali irregolarità.

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