Dopo i 105 di Ester, la comunità di Gottolengo ha festeggiato un altro decano del paese. Attilio Picinelli ha spento ben 104 candeline.
I 104 anni di Attilio Picinelli
Una lunga vita che racconta quindi anche un pezzo della storia del secolo scorso, una testimonianza preziosa di quelli che sono stati i tanti fatti storici locali e mondiali che hanno segnato la quotidianità di tutti.
E Attilio lo ha fatto davvero prendendo carta e penna e raccontando sia in un libro sia attraverso un diario, pezzi di vita vissuta che parlano della storia mondiale del secolo scorso.
Una voglia di raccontare, di testimoniare le fatiche e la miseria di una vita passata tra il lavoro, la guerra, le ingiustizie e la voglia sempre di continuare a lottare e di sperare che le cose potessero cambiare.
Nel suo «Se la valigia è vuota» Attilio parte narrando i racconti del nonno di fine Ottocento e ripercorre la vita della sua famiglia e la sua.
La sua storia
Nato il 12 marzo 1922, in una famiglia numerosissima che contava ben 24 persone. I Picinelli si occupano di agricoltura e allevamento, ma tra gli stenti, e lo scoppio della Seconda guerra mondiale non fa che peggiorare le cose. Sul fronte russo, Attilio vive la disfatta dell’armata italiana sul Don, la deportazione in Germania e la prigionia. Dopo la fine della guerra le speranze di miglioramento nelle condizioni di vita svaniscono velocemente: nel 1946, sceglie di emigrare in Belgio per lavorare in miniera. Ad attenderlo ci sono condizioni di vita durissime, un quotidianità che Attilio non fatica a paragonare a quella del periodo bellico. Poi la fabbrica, e ancora una lunga attesa trascorsa tra le baracche e i rimpianti fino a quando, dopo 15 anni, può finalmente permettersi l’acquisto di una casa piccola e malmessa, ma che gli spalanca le porte di una vita più dignitosa.
«In queste pagine racconto al mia vita che mi piace dividere in tre stagioni – ha scritto Attilio nella premessa del suo testo – da 0 a 20 anni primavera felice, da 20 a 48 inverno tragico e da 48 a 85 estate serena. La miseria e la fame mi sono tate compagne per buona parte della vita ma non per questo mi sono lasciato abbattere e oggi posso dire con orgoglio di aver sempre lottato, anche nei momenti più terribili anche quando tutto sembrava perduto. Avrei voluto che questo mio racconto fosse più esteso ma purtroppo non ho avuto la fortuna di studiare perché ho dovuto lasciare la scuola dopo la quinta elementare, come del resto la gran parte dei miei coetanei. nella stesura di queste pagine ho avvertito comune un grande limite la mia scarsa istruzione che non mi ha permesso di penetrare con lo sguardo più profondo tempi ed eventi così importanti anche per la nostra storia collettiva. In compenso posso giurare che tutto ciò che racconto di me è la pura verità».
Un testo edito nel 2009 dedicato alla madre Marianna.
L’omaggio della comunità
«104 anni di vita, memoria e storia. Oggi abbiamo avuto il grande onore di portare gli auguri dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità di Gottolengo al nostro concittadino Attilio Picinelli, che ha raggiunto il meraviglioso traguardo dei 104 anni – ha detto il sindaco Daniele Dancelli che ha consegnato un attestato ad Attilio – Attilio è un prezioso testimone della nostra storia. Nel suo libro “Se la valigia è vuota” ha raccontato la propria vita, intrecciandola con le vicende di un’intera generazione che ha conosciuto la fatica, la guerra e la ricostruzione. Un racconto autentico che negli anni è stato citato più volte anche durante le celebrazioni del 4 novembre, proprio per il valore della memoria che custodisce».