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Istituto «Alberti» alla conquista di Geometriko

Istituto «Alberti» alla conquista di Geometriko
Cronaca 21 Aprile 2017 ore 12:21

Aria di grande entusiasmo all’Istituto Comprensivo Alberti dove ben quattro studenti si sono classificati alla finalissima del concorso nazionale «Geometriko» con enorme soddisfazione della scuola tutta, fiera di portare il proprio nome fino nella città di Lecce. Sarà Lecce, infatti, la sede delle finali nazionali che si terranno dal 21 al 22 aprile e vedranno impegnati i quattro finalisti: Andrea Bertolotti e Stefano Calzoni per la scuola Primaria e Federico Bignotti con Luca Miglioli per la Secondaria di primo grado. L’idea di partecipare al concorso è nata alla maestra Stefania Pisano, supportata dalle professoresse Annalisa Morante e Veronica Consigli, che cercava un metodo alternativo per insegnare una materia ostica come la geometria ai propri alunni: «Il concorso Geometriko è stato ideato da Leonardo Tortorelli, un insegnante che ha cercato un metodo divertente per far apprezzare una materia che, non è un segreto, viene mal digerita dalla maggior parte dei ragazzi. «Geometriko» altro non è, in realtà, che un gioco di carte pensato con l’obiettivo di sfruttare il canale ludico per stimolare, divertendo, l’apprendimento della geometria piana e che propone attività strutturate a difficoltà crescente, da quelle destinate ai principianti (Livello 1 / Scuola Primaria) fino alle più complesse (Studenti di Secondaria di primo grado o Licei).

Il concorso esiste da due anni ma io mi ci sono approcciata quest’anno per insegnare ai miei alunni della quinta classe le proprietà dei quadrilateri. Quando ho visto che vi si erano appassionati moltissimo e che perfino durante la ricreazione ci giocavano, ho deciso di iscriverli al concorso. Dapprima abbiamo tenuto una selezione interna all’istituto con un torneo di classe: gli alunni che si sono classificati hanno potuto partecipare alle regionali che si sono tenute a Casto il 26 marzo. Vi hanno partecipato, per le scuole medie: la 2F con Federico Bignotti, Luca Miglioli, Rebecca Ragazzi; la 2C con Elisa Capuano, Andrea Airoldi, Lorenzo Deidda e per la scuola elementare, la classe 5° con Anna Cecilia Nodari, Stefano Calzoni, Andrea Bertolotti, Giulia Gualazzi, Mattia Papa, Veronica Favalli. Devo dire che il gioco non ha migliorato solo le prestazioni in geometria ma ha insegnato agli alunni a lavorare in team, a condividere successi e frustrazioni, ad affidarsi gli uni agli altri, a smussare gli angoli del proprio carattere. Insomma il lavoro scientifico si è trasformato in supporto alla convivenza civile in un progetto più ampio e trasversale».

I più felici, però, sono i ragazzi, che non vedono l’ora di raccontare la propria esperienza, sottolineare la propria soddisfazione o magari mostrarsi un po’ delusi per la mancata finale causata da una mano di carte poco fortunate: «Non ci siamo qualificati per colpa di carte sfortunate - raccontano gli alunni della 2C - e non nascondiamo di essere delusi ma il gioco è anche fortuna e dobbiamo accettarlo. Proprio attraverso la sconfitta, abbiamo imparato che nella vita le delusioni possono arrivare ma che, se ce la si è messa tutta, si sanno superare in modo diverso». «Non avevo paura di perdere - esclama Federico Bignotti - perché avevamo fatto un punteggio tale che già ci qualificava per Lecce ma è stata comunque una grande emozione partecipare alle regionali». «La geometria non è per nulla la mia materia - conclude Rebecca Ragazzi - sono decisamente più portata per altro e mi sono stupita di essermi qualificata alle regionali. In finale non ci sono arrivata ma la mia vittoria più grande l’ho già conseguita: mi sento più sicura di me quando devo studiare geometria e guardo alla materia con occhi diversi».

 I più appassionati del gioco sono, però, i ragazzi della classe 5A della Primaria: «La cosa più bella è stata la trasferta - raccontano - eravamo spaventati ed emozionati, sentivamo una forte tensione. La cosa più brutta è stato perdere per un soffio». «Non vediamo l’ora di andare a Lecce - ribadiscono Andrea e Stefano - una grande città che non conosciamo e dove sicuramente incontreremo ragazzini molto bravi in questo gioco ma noi ce la metteremo tutta e daremo loro filo da torcere. Ci dispiace solo che la nostra maestra, in quanto mamma di una bambina piccola, non possa accompagnarci. Lei ha creduto per prima nelle nostre capacità e la sua presenza ci mancherà sicuramente anche se sappiamo che da Montichiari farà un gran tifo per tutti noi».

Marzia Borzi


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