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Infortuni in Lombardia, Brescia al secondo posto

Il tema entra nella campagna elettorale della città di Brescia.

Infortuni in Lombardia, Brescia al secondo posto
Politica Brescia, 18 Maggio 2018 ore 16:22

Gli infortuni sul lavoro continuano a entrare nella cronaca nazionale, basti pensare all'Ilva e alle acciaierie di Padova, così come in quella locale.

Le cifre in aumento

La lista Sinistra a Brescia, a supporto di Emilio del Bono, ha detto la sua in attesa del voto di giugno.

Le statistiche INAIL dicono di ventidue morti in più in Italia nel primo trimestre 2018: da 190 a 212. Nel bresciano nel 2017 si sono registrati 16 incidenti mortali, 11 nell'anno precedente. È un dato impressionante e inaccettabile. Si muore non solo nell'edilizia, (+50% nell'ultimo anno), ma anche nel terziario, nell'industria, nell'agricoltura.

Da gennaio a settembre 2017 le denunce di infortunio di lavoro in Lombardia sono state 86.614, nel bresciano 11.520.

Irregolarità

Dai controlli dell’Azienda Sanitaria risulta che il 24% delle aziende controllate è gravemente irregolare, da quelli dell’Ispettorato del Lavoro che è irregolare il 60% delle imprese edili controllate. Significa che troppe imprese non sono affatto in regola con le norme della sicurezza.

Le dichiarazioni

La garanzia dell’impunità è dimostrata dal rapporto tra l’organico degli ispettori sanitari attivi in tutta Italia (duemila) ed il milione e mezzo di aziende ed un numero maggiore di luoghi di lavoro.

Un’efficace politica di prevenzione degli infortuni esige la messa in campo di maggiori risorse economiche ed umane per i controlli, volti ad imporre il rispetto pieno delle norme di sicurezza, sanzioni adeguate, verifiche rigorose sui subappalti, sui lavori a chiamata, sulle esternalizzazioni, per stringere ogni spazio al lavoro in nero.

È la struttura dei controlli, che, tra Stato e Regioni, deve uscire dallo stato di grave precarietà nel quale versa: da subito, senza più indugiare nel conflitto di competenze.

La Brescia che abbiamo in mente è una città sicura anche sotto questo profilo, che promuove ed esige lavoro decente e tutela la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci impegneremo con continuità su questo drammatico problema.

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