Individuato il “padre” della pagina Movimento 17 ottobre: si tratta di Youssef Siher, trent’anni, residente a Mazzano.
Movimento 17 ottobre, individuato l’ideatore
L’autore della pagina Instagram Movimento 17 ottobre è un ragazzo di 30 anni italiano di seconda generazione di origini palestinesi: questo quanto è stato riferito nell’edizione delle 13.30 del Tg1 di oggi (sabato 24 ottobre 2026). Il ragazzo ora si trova in Questura a Milano, risulta formalmente residente a Brescia, è stato però trovato dalle forze dell’ordine a casa di un’amica a Milano, abitazione dove ora sono in corso le perquisizioni. Dalle informazioni il 30enne sarebbe un’attivista dei movimenti ProPal e giornalista freelance di un quotidiano.
Sulla pagina Instagram, che attualmente conta 38,9 mila follower, si legge:
“Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l’unica violenza nel manganello degli sbirri”
Milano blindata
La città di Milano, dopo i disordini dello scorso fine settimana, sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, si prepara ad affrontare un altro fine settimana particolarmente impegnativo sul fronte sicurezza. Come riportato dal nostro portale nazionale NewsPrima ad essere schierati sono in tutto cinquecento paracadutisti della Folgore. Rafforzati inoltre i controlli nelle stazioni ferroviarie, è stato inoltre predisposto un dispositivo di sicurezza straordinario nelle zone più sensibili della città.
Oggi, sabato 24 ottobre 2026, è sicuramente l’appuntamento più delicato per la città capoluogo della nostra regione. Soprattutto dopo il cambio di strategia adottato da parte del Movimento per depistare i controlli delle forze dell’ordine:
“Le piazze annunciate per sabato sono annullate – hanno reso noto -. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo”.
Hanno poi continuato:
“Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto. Alle 15.30 comunicheremo la piazza finale”.
Hanno poi spiegato le motivazioni
“La piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto. Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata”.