Dovranno rispondere a vario titolo di due tentate rapine aggravate e di lesioni personali i componenti di un’articolata baby gang bresciana disarticolata in queste ore dai carabinieri di Verolanuova e del Comando provinciale di Brescia. Erano almeno in quindici, tutti residenti – all’epoca dei fatti, a fine agosto – nella Bassa bresciana.
La baby gang della Bassa
La vicenda, inquietante, emerge da un decreto di perquisizione emesso dalla Procura dei Minorenni di Brescia ed eseguito nella mattinata di giovedì. Entrambe le tentate rapine sono avvenute nella stessa serata, che i carabinieri di Gambara hanno ricostruito con particolare attenzione.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le due vittime erano state attirate in momenti distinti in un luogo appartato e scarsamente illuminato dopo aver concordato un incontro tramite app e social network con un interlocutore conosciuto online. Una volta giunte sul posto, erano state accerchiate dal resto del gruppo. I ragazzini avrebbero spintonato le vittime e le avrebbero minacciate nel tentativo di rapinarle del denaro. Uno degli aggrediti ha riportato anche alcune lesioni (sette giorni la prognosi stabilita dai medici del Pronto soccorso) riuscendo poi ad allontanarsi e a chiedere aiuto.
Indagati quindici giovani
Le indagini sono scaturite dalle denunce presentate dalle vittime e si sono sviluppate attraverso l’analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza della zona. È stato proprio grazie ai fotogrammi delle riprese che le vittime hanno riconosciuto gli aggressori. Due soggetti in particolare avrebbero curato il contatto e l’adescamento online delle vittime. L’identificazione degli altri giovani che avrebbero preso parte alle successive aggressioni è stata poi effettuata incrociando le immagini acquisite con le foto dei soggetti già attenzionati dagli operanti.